Abbanoa, stop alle perdite con le reti intelligenti

Modello Oliena in 130 Comuni: interventi mirati con l’ausilio della tecnologia Si parte con i primi cantieri, nell’elenco anche Sassari e Alghero

CAGLIARI. A Oliena il test è riuscito: qualche mese di lavoro e perdite idriche dimezzate senza spaccare le reti e senza spendere un patrimonio. La filosofia è questa: il problema va affrontato alla radice, il male va estirpato invece di perdere tempo (e denaro) nelle cure palliative. Perché, il passato lo dimostra, non servono. Abbanoa cambia strategia ed esporta in altri 130 comuni dell’isola un modello di successo: puntare sulle cause per ridurre le dispersioni grazie all’aiuto prezioso della tecnologia. Una “buona pratica” realizzata in collaborazione con Hitachi alla quale il Daily Telegraph ha dedicato un articolo e rientrato tra i migliori progetti di «Utili in Italia». Via libera, allora, come è stato fatto ad Oliena – dove le perdite superavano il 53% – alla regolazioni delle pressioni, all'installazioni di valvole e altri accorgimenti tecnici nei 30 comuni sardi che registrano perdite idriche nelle reti oltre il 54%: l'investimento è di quasi 3,6 milioni di euro. Nell’elenco ci sono anche centri di grandi dimensioni, come Sassari, Cagliari e Alghero. Si proseguirà poi con altri 100 comuni e ulteriori 4,4 milioni destinati a interventi sulle condotte anche nelle reti dove le perdite sono contenute. Il piano d'azione del gestore idrico è stato presentato dall'amministratore unico Alessandro Ramazzotti e dal direttore generale Sandro Murtas. «Non si tratta di cambiare totalmente le reti, ma di regolare e condizionare la rete con piccoli rapidi interventi misurabili che stabilizzano il funzionamento della rete stessa e con qualche lavoro di sostituzione – spiega Murtas – Ad Oliena siamo passati da 42 a 35 e poi 28 litri al secondo di acqua erogata, dimezzando le perdite dal 53 al 30% con un costo di 40 mila euro». Un buon risultato ottenuto grazie a una attività di verifica accurata sulle reti per individuare nella fase iniziale gli snodi principali, con la misura e il monitoraggio delle portate, delle pressioni nelle condotte e dell'aria. Ma anche, ha aggiunto Sandro Murtas «il monitoraggio sui flussi d'acqua, soprattutto nelle ore notturne quando i consumi delle utenze sono minimi, consente di individuare anche le dispersioni nelle reti che spesso non emergono direttamente in superficie. A questo scopo vengono utilizzati anche sistemi di rilevazione acustica e gas traccianti». Alla fase di analisi segue la diagnosi con la quale si definiscono meglio le criticità e si individuano tra le possibili soluzioni quelle più idonee in termini di efficienza economicità e stabilità.

Durante l’incontro si è parlato anche del gravissimo problema
della carenza d’acqua nell’isola: per fronteggiare la siccità Abbanoa ha allo studio soluzioni per recuperare l'acqua dal mare con dissalatori mobili. La prima sperimentazione si potrà vedere già nell'estate del 2018 con un test sulla costa nuorese di Budoni, San Teodoro e Posada.

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