La mappa completa del Rosatellum

I parlamentari sardi saranno 25. Il Collegio più vasto a Oristano con 116 Comuni

CAGLIARI . La mappa del Rosatellum è fatta. Le anticipazioni della vigilia sono state esatte. Due collegi e 11 deputati da eleggere per la Camera col sistema proporzionale, è quello delle liste bloccate, più altri sei scelti col maggioritario. Sono invece tre collegi uninominali per il Senato, altrettanti gli eletti, più quello unico regionale, con cinque seggi da assegnare. In tutto, come previsto, i parlamentari sardi saranno 25, salvo sorprese nel conteggio finale dei resti a livello nazionale per la Camera, meccanismo abbastanza complicato come lo è tutta la nuova elettorale.

La mappa. Il Rosatellum pro Sardegna, come del resto per le altre 19 regioni, è comunque ancora provvisoria. Giovedì il governo ha approvato la bozza licenziata dal gruppo di lavoro dell’Istat, per poi trasmetterla, nella notte, alle Camere, che massimo fra due settimane potranno proporre delle correzioni. L’ultima parola spetterà comunque al governo. Dopo questo doppio passaggio cambierà qualcosa per la Sardegna? È difficile.

Camera uninominale, 6 seggi. I collegi saranno questi: Cagliari, Carbonia, Oristano, Nuoro, Sassari e Olbia. Il maggior numero di elettori è concentrato in quello di Cagliari, nonostante comprenda solo otto Comuni, ma sono quelli che hanno – messi insieme – più residenti. Oltre al capoluogo, Quartu, Quartucciu, Monserrato, Sinnai, Burcei, Maracalagonis e Villasimius. Al secondo posto, Sassari, con 26 Comuni e fra questi, com’era scontato, Alghero e Porto Torres, mentre da Nord a Sud i confini saranno Stintino a Villanova Monteleone. Poi Olbia, con 80 Comuni, e sono gli stessi dell’ex provincia della Gallura. Subito dopo gli ultimi tre: Nuoro, 101 Comuni, compresi quelli dell’Ogliastra, e con un’estensione che va da Bosa a Escalaplano e da Ovest a Est, da Santulussurgiu a Tortolì; Carbonia, 46 Comuni, dal Sulcis-Iglesiente fino a Selargius, Assemini, Elmas e Sestu, che invece fanno parte della Città metropolitana di Cagliari. Infine Oristano, 116 Comuni, compresi quelli del Medio Campidano e anche alcuni dell’attuale Provincia del Sud. Per la verità, questa suddivisione non è una novità assoluta: sono gli stessi collegi con cui, nel 1993, i sardi hanno votato per il Senato. Nel maggioritario, ogni coalizione o i singoli parti che non si alleano con altri dovranno presentare un solo candidato. Vincerà chi prenderà più voti nella sfida.

Camera proporzionale, 11 seggi. La Sardegna è stata divisa in due maxi collegi. Il Centro-Sud, che raggruppa quelli uninominali di Cagliari, Carbonia e Oristano, e quindi 170 Comuni, e il Centro-Nord, con Nuoro, Olbia e Sassari, 207. Il primo collegio eleggerà sei deputati, l’altro cinque. Qui i partiti dovranno presentare liste bloccate e per sapere quali saranno gli eletti, oltre i quozienti pieni, bisognerà aspettare la conta dei resti nazionali per ciascun gruppo. Sarà quella una sorta di grande lotteria, che potrebbe premiare la Sardegna, è successo nel 2013, con l’elezione di un deputato in più, o anche penalizzarla.

Senato uninominale, 3 seggi. I collegi sono stati raggruppati due a due: Cagliari con Carbonia, 54 Comuni, Oristano con Nuoro, 217 e Sassari con Olbia, 106. È evidente: il secondo, Oristano-Nuoro, costringerà i candidati, uno per coalizione, a una maratona di chilometri visto che, in senso orizzontale e cioè da Ovest ad Est, va da una costa all’altra. Come per la Camera all’uninominale, vincerà il candidato che otterrà più voti.

Senato proporzionale, 5 seggi. In questo caso, il Rosatellum
prevede un unico collegio regionale. In cui ciascun partito, faccia o non faccia parte di una coalizione, dovrà presentare una lista. Però, con una differenza rispetto al proporzionale della Camera: qui i partiti si spartiranno i resti su base regionale e non nazionale. (ua)

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