Sassari-Olbia, cantieri fermi: la fine dei lavori si allontana

I tratti finiti restano chiusi, e almeno su tre lotti c’è totale incertezza

SASSARI. Lo strano destino della strada in costruzione che si restringe. I due chilometri e spiccioli a quattro corsie, inaugurati da due presidenti e un ministro, non ci sono più. O meglio ci sarebbero, ma sono stati ristretti a due corsie da qualche mese. Senza nessuna spiegazione ufficiale.

Il pasticcio dell’ultimo tratto di strada aperto con enfasi trionfale dal governatore Francesco Pigliaru, dal presidente di Anas Vittorio Armani e dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio è il simbolo del caos che regna sulla Sassari-Olbia. Perché ora sul futuro della strada regna sempre più l’incertezza. I 100 chilometri a quattro corsie pagati tutti con i soldi dei sardi dovevano essere pronti da qualche anno. Ora nessuno osa più azzardare una data di fine lavori. La candidatura a eterno cantiere sembra scontata.

Cantieri fermi. Il nodo maggiore riguarda i cantieri fermi. Il Lotto 2, 12 chilometri tra Ardara e Ozieri, uno dei nodi fondamentali della Sassari-Oblia. Sono fermi. Il motivo è semplice, la Oberosler, la società che era subentrata alla Vidoni per realizzare questo lotto, ha portato i libri in tribunale e ha chiesto il concordato in continuità. Il giudice deve decidere, ma resta tutto fermo. Lavoratori a casa senza stipendio e senza ammortizzatori sociali, compresi quelli delle imprese dell'indotto. Ma la situazione non è migliore nei lotti 5 e 6. Questi erano in mano alla Tecnis, che è finita prima in amministrazione giudiziale e ora in concordato preventivo. I due lotti sono nelle mani di un'altra impresa la Nuova Italiana costruzioni. Doveva far ripartire i cantieri in questi giorni, ma non si è visto nessuno.

Paletti. A rendere ancora più frustrante andare avanti e indietro sui 100 chilometri trasformati in cantiere da 5 anni, sono anche i tratti già finiti che senza un reale motivo non sono ancora transitabili. O meglio lo sarebbero, ma la carreggiata è delimitata a metà da dei paletti. Una decina di chilometri di inutile e snervante fila indiana, da fare dietro tir e camion, senza poter sorpassare.

Il sindacato. L'allarme lo lanciano i sindacati. Il segretario della Filca Cisl, Giovanni Matta. «Il 12 ci sarà un tavolo con Regione, Anas, imprese e sindacati. Si discuterà in particolare dei lotti della Sassari-Olbia, anche se ci sono altri cantieri nell'isola che sono fermi. La questione della Sassari-Olbia per noi è particolarmente grave. Sono rimasti a casa 450 lavoratori, senza stipendio, senza ammortizzatori sociali. Questa doveva essere una opportunità per le imprese sarde è diventata una tagliola. Ricordo che l'Anas utilizza fondi regionale per costruire la strada e che per la sua attività di vigilanza si garantisce il 10 per cento dell'importo stanziato per l'appalto. Mi chiedo quali siano i benefici per il territorio se le imprese sarde non solo sono tagliate fuori dai grandi appalti, ma non vengono pagate e spesso sono le prime vittime dei subappalti. È fondamentale avere certezze sul futuro

dei lavori della Sassari-Olbia. In questi mesi abbiamo chiesto chiarezza, per prima all'Anas, senza successo. Anche per questo il 18 tutte le sigle sindacali del settore edili saranno in piazza per protestare contro il disinteresse verso uno dei settori cardine dell'economia dell'isola».

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