Anna Dedola da Telti in Tanzania per amore dei bambini

SARDI NEL MONDO - La cooperante, architetto di 33 anni, è partita per l’Africa nel 2010: a Iringa si occupa di un centro di accoglienza per piccoli orfani malati di Aids

OLBIA. Il mondo laggiù ha un aspetto decisamente diverso. E non solo per il colore giallognolo della terra e il clima rovente che si registra quando qui invece fa freddo. La Tanzania è un posto che ha ancora bisogno di cuori generosi e braccia forti per garantire un futuro migliore ai suoi abitanti. Per questo Anna Dedola, 33 anni, ha deciso di lasciare il suo paese, Telti, e di dedicare la sua vita a chi ha necessità di gente come lei. Ha detto addio alla sua Gallura e se n’è andata nel cuore dell’Africa. In un posto bellissimo, da documentario naturalistico, ma che ancora oggi è alle prese con gli spettri quotidiani delle malattie e della povertà. Anna Dedola non è una semplice cooperante. In Tanzania lei gestisce due strutture: un centro salute e una casa accoglienza per bambini. Ogni giorno compie un lavoro talmente importante da aver meritato il prestigioso «Premio volontario internazionale Focsiv 2017». Il settimanale Famiglia Cristiana, invece, le ha addirittura dedicato la prima pagina.

Tanzania nel cuore. Anna Dedola è una giovane teltese che ha studiato architettura al Politecnico di Torino. Ed è proprio da una sua ricerca per la tesi che è nato l’incontro con l’Africa. «Ormai sono 7 gli anni che vivo qui, in Tanzania – racconta la volontaria –. Questo è un posto bellissimo. A parte qualche tensione nel 2015, dal punto di vista politico la Tanzania è anche un paese tranquillo. Ci sono 120 tribù tutte mescolate e integrate tra loro. E poi certo, ci sono ancora povertà e malattie. La situazione è sempre critica, anche se ormai possiamo dire che la Tanzania è il primo tra i paesi non prioritari». Anna Dedola si è perfettamente integrata con la popolazione locale. E parla con piena padronanza anche lo swahili. In Tanzania è diventata mamma: innanzitutto di Francesco, 5 anni, affidatole quando aveva pochi mesi, e poi di Frida, 2 anni, avuta dal compagno Isacka.

Il suo lavoro. La cooperante teltese ha svolto più lavori. Ha insegnato alla popolazione locale la tecnica di costruzione da lei ideata, tramite la terra cruda stabilizzata, e ha diretto i lavori per la costruzione di una scuola materna e di un seminario. Oggi lavora invece per Cope, che sta per Cooperazione paesi emergenti, una associazione che promuove e favorisce l’autosviluppo. È la project manager di due progetti nella regione di Iringa, al centro del paese. Anna Dedola è la responsabile di un centro di accoglienza per bambini orfani e affetti da Hiv e di un piccolo ospedale
rurale. «Sì, dirigo un centro di salute, dove contiamo di riuscire a costruire una sala operatoria, soprattutto per garantire il parto sicuro delle donne – spiega la teltese –. E poi un centro d’accoglienza per bambini. Adesso ne seguiamo 30, ma in tutto da noi ne sono passati 400».

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