Usura, un’altra vittima: un artigiano nella rete

Nuove accuse verso l’imprenditore olbiese Curreli, già in cella a Bancali Identico modus operandi: prestito a tassi altissimi e lavoro a titolo gratuito 

OLBIA. Come un vaso di Pandora che si scoperchia. Portando alla luce drammi personali fatti di paura, vergogna e necessità che costringono la vittima a subire in silenzio. Ma il velo ora si sta lentamente squarciando su un’emergenza che corre ancora sottotraccia. C’è un altro artigiano finito nella rete dei prestiti a strozzo di Francesco Angelo Curreli, 44 anni, il presunto usuraio olbiese arrestato nei giorni scorsi dalla guardia di finanza di Olbia. L’elettricista olbiese salvato dall’inchiesta delle fiamme gialle, coordinata dal procuratore facente funzioni di Tempio Gianluigi Dettori, non è l’unico “cliente”. Sul nuovo caso c’è il massimo riserbo da parte degli inquirenti, bocche cucite nella caserma del gruppo di Olbia della guardia di finanza, da tempo in trincea per portare a galla un dramma diffuso in Gallura. Il modus operandi sarebbe sempre lo stesso: la richiesta di un prestito lievitato nel tempo in maniera spropositata, tanto da costringere la vittima anche a fare lavori per conto del presunto strozzino da scontare dalla somma da restituire.

L’inchiesta della guardia di finanza procede a passi veloci e sempre più in profondità, raccogliendo testimonianze ed elementi utili a fare chiarezza sul caso emerso e a portare allo scoperto altre vittime dell’usura. Un lavoro complesso perché va a toccare la sfera più intima delle persone, che vivono nel terrore, nella disperazione e nella vergogna per essersi rivolte agli strozzini. Dal lavoro degli investigatori emerge la netta sensazione di trovarsi di fronte alla classica punta dell’iceberg.

L’arresto di Francesco Angelo Curreli ha destato molto sgomento in città, dove l’imprenditore è molto conosciuto per la sua attività ma anche per essere una persona semplice, mai al di sopra delle righe né violento. Un insospettabile, insomma.

L’imprenditore, che ha un’attività di impianti elettrici, è finito in cella, a Bancali, con l’accusa di usura e di esercizio abusivo di attività finanziaria. Assistito dal suo avvocato Jacopo Merlini, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip del tribunale di Tempio Giuseppe Grotteria che ha disposto la misura cautelare in carcere. Da tempo le fiamme gialle lo tenevano sotto controllo attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltreché dall’analisi di documenti e movimenti bancari sospetti della vittima. Finché è caduto nella rete degli investigatori. Secondo i finanzieri, Curreli avrebbe prestato nel 2008, 27mila euro a un elettricista olbiese che conosceva e col quale in passato collaborava, facendosene restituire 200mila, di cui 100 già versati, oltre a prestazioni lavorative quantificate in quasi 10mila euro. Periodicamente l’elettricista andava nell’ufficio di Curreli per consegnare i soldi. L’ultima volta, però, c’erano anche i finanzieri. E appena l’artigiano
è uscito dallo studio, le fiamme gialle hanno fatto irruzione nel locale. Durante la perquisizione, i militari hanno trovato e sequestrato mille euro appena consegnati dalla vittima e fogli nei quali c’era annotato il debito residuo: 102mila 300 euro. Con 50 euro al giorno di interessi.

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