Rosatellum, i collegi non cambiano

Approvato il testo definitivo della legge, non ci sono modifiche alla mappa

CAGLIARI. Così com’era, resterà. Il governo non ha spostato neanche un Comune nella mappa sarda del Rosatellum, la legge con cui il 4 marzo saranno eletti deputati e senatori. La proposta di riequilibrare Nuoro e Oristano nell’uninominale e allargare i confini del collegio di Cagliari città, erano le due richieste del Parlamento, sono state respinte dal governo Gentiloni. Governo che, nella serata di martedì, ha approvato il testo definitivo, per inviarlo poi al Capo dello Stato. Sabato il Rosatellum sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, tabelle comprese.

Nessun rimpasto. Le due correzioni richieste sarebbero state respinte per questo motivo: in Sardegna il trasferimento di uno o più Comuni da un collegio all’altro, avrebbe abbassato il numero degli elettori sotto la soglia prevista, in tutta Italia, per il Rosatellum e sarebbe stato un precedente rischioso. Era stata la commissione tecnica, presieduta dal direttore dell’Istat, a mettere il veto al rimpasto sardo prima di consegnare la bozza al governo Gentiloni. «In Sardegna i collegi – si legge nella relazione dell’Istat– devono essere ancora quelli con cui nel 1993 è stato eletto il Senato e l’ultimo censimento non permette lo spostamento di Comuni da una provincia all’altra». Le commissioni affari generali della Camera e del Senato ci hanno provato a rimescolare le carte: la proposta è stata respinta.

Camera. I deputati da eleggere sono 17: sei in altrettanti collegi uninominali, 11 nei due proporzionali. Con ordine. Il collegio uninominale numero 1 ha come capofila Cagliari più Burcei, Maracalagonis, Quartu Monserrato, Quartucciu, Sinnai e Villasimius. Nuoro, il numero 2, comprende 101 Comuni, e i confini vanno da una costa all’altra della Sardegna, con all’interno anche una decina di paesi dell’Oristanese, Abbasanta e Ghilarza, i più grandi. I punti cardinali, all’incirca, sono questi in senso orario: a Sud da Tertenia a Orroli, poi da Meana Sardo fino a Santu Lussurgiu, e da Ovest a Nord Bosa, Sindia, Bolotana, Orotelli, Nuoro, a Est Dorgali, Baunei, Tortolì, Barisardo e Jerzu. Carbonia è la capitale del collegio numero 3: 46 Comuni. I confini sono quelli dell’ex Provincia del Sulcis Iglesiente, anche se a Est si spinge fino a Selargius, alle porte di Cagliari. Il collegio numero 4 è Sassari: 26 Comuni, con i confini tracciati da Villanova Monteleone e Alghero, da Stintino a Porto Torres, poi Sorso, Sennori, Osilo, Chiaramonti, Siligo, Bessude e Romana. Olbia guida il collegio numero 5: 80 Comuni, con un territorio che è la fotocopia della Provincia Gallura, ma con un dente a Ovest fino a Tergu, Padria e Castelsardo. Infine, Oristano, il numero 6, con ben 116 Comuni e che taglierà in orizzontale la Sardegna, da Ovest a Est, con all’interno quasi tutta l’ex Provincia del Medio Campidano. Sulla costa occidentale il Comune più a nord è Tresnuraghes, mentre su quella orientale sono Villaputzu, Muravera e Castiadas. Nel proporzionale, i collegi saranno due: Sardegna 1, che comprende quelli uninominali di Cagliari, Carbonia e Oristano, 170 Comuni in tutto, con sei seggi a disposizione, e Sardegna 2, formato dai collegi uninominali di Nuoro, Olbia e Sassari, 207 Comuni, e cinque seggi a disposizione.

Senato. Sono tre i collegi uninominali, con altrettanti seggi a disposizione, e uno regionale col proporzionale, cinque seggi. Il numero 1 è composto da Cagliari e Carbonia, con 54 Comuni, compresa è ovvio l’area della Città metropolitana di Cagliari. Oristano e Nuoro formano invece il collegio numero 2, con addirittura 217 Comuni e, in
sostanza, dentro c’è tutta la Sardegna centrale. Infine, il collegio numero 3, con l’accorpamento fra Sassari e Olbia. Nel proporzionale, il collegio sarà uno solo, l’intera Sardegna, con i resti che solo pr il Senato saranno calcolati su base regionale. (ua)

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