Metano, si parte entro un anno

Vertice al Mise. Snam e Sgi anticipano i tempi: primo tratto chiuso nel 2019

ROMA. Avanti a passi svelti verso la metanizzazione dell’isola. C’è una data di avvio lavori per la realizzazione della dorsale sarda: è la fine del 2018, perché entro il prossimo dicembre l’iter delle autorizzazioni sarà completato. E a quel punto i lavori nel primo tratto, nel sud dell’isola, potranno partire. La conferma è arrivata in occasione dell’incontro al Ministero dello Sviluppo economico, dove è stato confermato ufficialmente quello che già si sapeva: le società Snam e Sgi – Società gasdotti Italia – si sono alleate in un progetto comune che dopo molti anni di ritardo porterà il gas metano in Sardegna. Al vertice hanno partecipato l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, i rappresentanti dei vari depositi costieri e rappresentanti dell’Eni. Quella di ieri è stata la seconda riunione dopo un mese e mezzo, la prossima è stata programmata fra sei mesi. L’appuntamento era particolarmente atteso perché è servito a chiarire i dubbi successivi alla lettera inviata dal ministro alle due società. Inizialmente in corsa c’era solo la Sgi: suo il primo progetto per la dorsale sarda. Soltanto in una fase molto avanzata della discussione con la Regione, la Snam si era fatta avanti. Ma il rischio di una corsa a due e dunque di possibili ritardi nell’avviamento del piano, è stato subito scongiurato perché le due società – con la benedizione del Ministero e della stessa Regione – hanno trovato un’intesa. Ieri a Roma è stato ribadito che l’iter autorizzativo non ha subìto battute d’arresto. Si parte allora, come annunciato dieci giorni fa dalla Snam in un comunicato nel quale si conferma la collaborazione con Sgi. Si comincia dal tratto sud del metanodotto: a fine novembre la Snam ha depositato la documentazione al ministero dell’Ambiente . Le osservazioni andranno presentate entro il 16 gennaio. Il progetto prevede la posa del metanodotto Cagliari-Palmas Arborea, del metanodotto Vallermosa-Sulcis e del metanodotto collegamento terminale di Oristano per una lunghezza complessiva di 150,570 chilometri e la posa di otto linee secondarie per una lunghezza di 79,995 chilometri. Consegna prevista entro la fine del 2019.

Complessivamente la rete sarà lunga 404 chilometri e attraverserà quasi tutto il territorio regionale. L’ investimento totale tra la dorsale e le bretelle, ossia i collegamenti con i depositi e i rigassificatori, è di un miliardo e 578 milioni di euro.

Sono tre i tronconi principali della dorsale: quello tra Cagliari e il Sulcis che poi proseguirà sino a Oristano,
il tratto da Oristano a Sassari e Porto Torres e infine il collegamento Codrongianus- Olbia.

Impossibile sapere quando l’intera opera sarà completata: trattandosi di un iter piuttosto complesso nessuno ha mai azzardato dei tempi perché il rischio è non riuscire a rispettarli.

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