Rete del metano, scoppia la guerra nel Pd

Un’interpellanza chiede lo stop al rigassificatore a Porto Torres: «Meglio farne uno solo a Cagliari»

SASSARI. L’isola lo aspetta da almeno 20 anni, da Nord a Sud è un coro entusiasta di fronte ai recentissimi annunci: il progetto sta per partire, l’arrivo del metano è alle porte. Due giorni fa al Ministero Snam ed Sgi hanno confermato l’esistenza di un progetto unico e comune per la realizzazione della dorsale sarda, un investimento a moltissimi zeri con i cantieri che dovrebbero partire alla fine del 2018. Tutti contenti, o quasi: è una interpellanza al governatore Francesco Pigliaru a dimostrare ancora una volta la capacità dei sardi di dividersi anche su progetti ritenuti cruciali per la comunità. E l’aspetto più sorprendente è che a sottoscrivere l’interpellanza sono tutti esponenti del Pd tranne uno (Francesco Agus del gruppo misto): il primo firmatario è il Dem Cesare Moriconi, seguono il capogruppo Pd in consiglio regionale Pietro Cocco e i compagni di partito Piero Comandini, Lorenzo Cozzolino, Roberto Deriu, Daniela Forma e Rossella Pinna. Nella prima versione c’era anche Salvatore Demontis, consigliere Pd del Sassarese, ma l’inserimento del suo nome «è avvenuto per errore – spiega – dal momento che non condivido il contenuto dal quale prendo le distanze». Al centro dell’interpellanza c’è il progetto di metanizzazione della Sardegna. Moriconi e gli altri mettono in dubbio la strada tracciata sinora, che prevede la realizzazione di due o più impianti di rigassificazione, uno dei quali verrebbe collocato nella zona industriale di Porto Torres. Nell’interpellanza i firmatari chiedono se non sia preferibile realizzare un unico rigassificatore nel Cagliaritano, nell’area industriale di Macchiareddu «in una posizione baricentrica all’interno del Mediterraneo e nella zona dove si concentra il 60 per cento di fabbisogno del metano».

La presa di posizione contenuta nell’interpellanza, nella quale si suggerisce «maggiore razionalizzazione degli investimenti evitando la realizzazione di più impianti di stoccaggio», ha suscitato l’immediata reazione del segretario cittadino del Pd di Porto Torres Mirko Luiu: «Resto sconcertato e spiazzato da quanto letto, ritengo la posizione assunta dagli amici consiglieri regionali palesemente lesiva degli interessi del territorio del Nord Sardegna». Luiu sottolinea che Porto Torres è stata considerata sede ideale per ospitare il rigassificatore, con tutte le ricadute economiche ed occupazionali che questo comporterebbe. Per questo il segretario Pd chiede che «l’interpellanza sia ritirata perché non rispetta né gli accordi presi e neppure i cittadini di Porto Torres».

Totalmente contrario al contenuto del documento nel quale, ribadisce, «il mio nome è stato inserito per errore», è Salvatore Demontis. «Sono contrario all’ipotesi di un solo rigassificatore a Cagliari – spiega l’esponente Pd – credo invece che il modello debba basarsi su più depositi Small scale di Gnl (metano
allo stato liquido), tra i quali Porto Torres. Un unico impianto renderebbe il sistema meno sicuro: se dovesse andare in blocco, l’intera Sardegna resterebbe senza metano. Al contrario con tre punti di immissione, il sistema sarebbe flessibile e sicuro. Perché complicarci la vita?»

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