Turismo, Alghero continua a fare gola: i progetti dei grandi gruppi

Un gruppo internazionale ha accorpato nell'area di Porto Conte, acquistandoli, circa 1.200 ettari. Una disponibilità terriera imponente e investimenti previsti per 500 milioni di euro

ALGHERO . Le recenti dichiarazioni del sindaco di Alghero Mario Bruno sulla esigenza di un rilancio in grande stile della ricettività algherese, con alberghi e servizi a cinque stelle, riportano di attualità un problema che per circa 4 anni è rimasto sopito, quasi sottotraccia, nel dibattito politico. Eppure la Riviera del Corallo è interessata da grandi attenzioni e investimenti nel comparto turistico.

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Un gruppo internazionale, che vanta solidità anche finanziaria, ha accorpato nell'area di Porto Conte, acquistandoli, circa 1.200 ettari. Una disponibilità terriera imponente.

Il gruppo avrebbe preso contatti anche con l'amministrazione comunale nei mesi scorsi, ma una situazione politica piuttosto precaria avrebbe in qualche modo impedito di approfondire l'argomento. Ora la maggioranza sembra si sia consolidata con l'ingresso del Partito democratico. L'investimento sulla Baia delle Ninfe riguarderebbe un campo da golf, alberghi , interventi residenziali e naturalmente servizi. Un progetto che comporterebbe investimenti di diverse centinaia di milioni di euro, si parla di circa 500.

Ma da queste parti da tempo insistono progettualità legate all'industria delle vacanze. Il gruppo dell'imprenditore Giovanni Muscas, il patron di Nonna Isa, da qualche anno ha presentato una richiesta di realizzazione di strutture alberghiere e residenziali nei 500 ettari di Monte Ricciu. Un vasto pianoro sulla direttrice da Olmedo per Alghero, che sale verso una collina con una vista mozzafiato, dove vorrebbe realizzare 4mila posti letto. La richiesta è stata avanzata fin dai tempi della giunta guidata da Marco Tedde, attuale consigliere regionale di Forza Italia. Ma anche per questo tipo di investimento una risposta dovrebbe giungere soltanto dal piano urbanistico comunale che sulla Riviera del Corallo è in elaborazione dal 1996. Oltre 20 anni nel corso dei quali lo strumento che dovrebbe garantire la pianificazione del territorio e creare le condizioni di sviluppo è sempre rimasto in astanteria.

Tornando agli investimenti nel turismo non va dimenticato un altro progetto datato, quello degli alberghi a Maria Pia, nella disponibilità di due imprenditori algheresi, il gruppo Sofingi della famiglia Giorico e la Due C Costruzioni dell'imprenditore edile Isio Camboni.

Progetto che avrebbe una previsione di 1200 posti letto, tutti a cinque stelle, nell'area compresa tra il mare e lo stagno del Calich, uno spazio di particolare valore ambientale e in un contesto decisamente di pregio. Va ricordato che nell'area sorge la struttura del palazzo dei congressi, costato circa 25 milioni di euro di risorse pubbliche, che non ha mai aperto i battenti pur essendo stato completato. Un impianto realizzato dalla Regione Sardegna, in completo abbandono, che oggi rappresenta un autentico monumento alla incapacità gestione pubblica. Va detto che il centro congressi era stato progettato nel 1984 in quanto la zona, Maria Pia appunto, era individuata come “alberghiera” dal vecchio piano regolatore generale.

Il palazzo dei congressi doveva essere funzionale all'attività ricettiva nel settore del turismo congressuale. Attività che si svolge abitualmente in bassa stagione e che rappresentava un valido supporto per la protrazione dell'attività alberghiera con risvolti interessanti anche sul piano occupazionale. Tornando ai posti letto va ricordato che recentemente uno dei più grossi tour operator del Mediterraneo, di origini egiziane, ha lasciato Alghero senza chiudere i contratti proprio per la mancanza di ricettività da destinare al settore dei voli charter.


 

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