Allarme sbarchi: nel 2017 duemila algerini

Il ministro Minniti denuncia il fenomeno in crescita. Murgia, Fdi: «Rischio di infiltrazioni terroristiche»

SASSARI. Duemila algerini in un anno, ottocento in più rispetto al 2016. Sbarcano a piccoli gruppi, al massimo 20 persone, su barchini di fortuna: l’obiettivo è non dare nell’occhio, conquistare le coste per poi disperdersi all’interno dell’isola. E diventare fantasmi. Pochi ci riescono, moltissimi vengono invece avvistati quando ancora sono in mezzo al mare e fermati all’arrivo. Il nuovo fenomeno migratorio è questo: c’è una rotta Algeria-Sardegna che nel 2017 si è intensificata. Sono stati 143 gli sbarchi nelle coste del Sud dell’isola, nuova terra promessa per chi scappa dalla sua patria. A mettere in fila i numeri è stato il ministro dell’Interno Marco Minniti in occasione del question time alla Camera. Due gli aspetti principali emersi: il flusso migratorio dal Nord Africa è calato di un terzo rispetto al 2016, in tutta Italia e anche in Sardegna. In questo momento gli ospiti dei Cas, Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalle prefetture, sono 4998, mentre sono 277 gli ospiti inseriti nella rete Sprar. Ma a fronte del -33% di arrivi regolari, esplode quello degli irregolari provenienti dall’Algeria: 1226 nel 2016 (erano meno di 350 nel 2015) e 1929 nel 2017. «Il quadro generale – ha detto il ministro Minniti – non ci porta a ritenere che si tratti di rotte nuove ma del rafforzamento di rotte già esistenti. Il flusso migratorio, a causa di possibili rischi di infiltrazioni criminali o terroristiche viene monitorato attentamente in raccordo con le autorità algerine e tunisine con dispositivi avanzati».

Al ministro Minniti si era rivolto in autunno con due lettere il governatore Francesco Pigliaru: tra settembre e ottobre gli sbarchi di algerini avevano assunto frequenza quasi quotidiana e il fenomeno aveva iniziato a suscitare un certo allarme soprattutto tra la popolazione del Sud Sardegna. Dopo l’appello di Pigliaru, Minniti aveva incontrato il ministro dell’Interno algerino ed era iniziata la collaborazione tra i due paesi per limitare gli sbarchi. E ha avuto un’accelerata il progetto per la realizzazione del Cpr, Centro per i rimpatri, a Macomer: sarà l’unico nell’isola e dovrebbe diventare operativo entro un anno. La struttura sarà centro di accoglienza temporaneo per gli algerini irregolari che non chiedono asilo politico (la maggior parte): una volta identificati saranno accompagnati nel Cpr e dopo un tempo molto breve rimpatriati. Nel frattempo esplode la polemica politica. Dice Bruno Murgia, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Cultura: «Il flusso di migrazione dall'Algeria verso la Sardegna è aumentato del 500% in due anni, un peso che i sardi non possono sostenere ma che il governo si ostina a non
contrastare e minimizzare. I report mostrano come sia possibile l'infiltrazione di elementi jihadisti tra i migranti» All’attacco anche Ugo Cappellacci, Forza Italia: «Gli sbarchi dall’Algeria invece di calare sono raddoppiati. Le cifre diffuse dal ministero certificano il fallimento,».

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