La sindaca: Giave zona franca, la benzina a 50 centesimi

L’iniziativa è di Maria Antonietta Uras, ma i carburanti restano a prezzo pieno

GIAVE. La zona franca alle latitudini di Giave si è materializzata stupefacente e colorata come certi arcobaleni. Fascia tricolore d’ordinanza, la sindaca Maria Antonietta Uras è piombata nel rifornitore di carburante della Q8, regione Campu Giavesu, ha afferrato pompa e pistola, foto di rito, e poi ha fatto il pieno di diesel e di polemiche. Perché quel blitz istituzional faidate doveva ribadire due o tre concetti chiari: il primo è che da oggi in avanti a Giave vige la zona franca al consumo; il secondo è che non si pagano più l’Iva e l’accise sui carburanti; e il terzo è forse un messaggio subliminale rivolto al titolare del distributore, qualora l’operazione tax free non andasse in porto: forse è ora di ritoccare quei 1599 per il diesel e quel 1719 per la benzina.



In verità, prima della visita, il primo cittadino aveva scritto alla Q8: sia alla stazione giavese e sia  alla Kuwait Petrolium spa. Li avvisava che a partire dal 1 gennaio 2018 sarebbe entrata in vigore l’esenzione da iva e accise nel territorio comunale, e invitava la compagnia ad adeguarsi applicando l’erogazione a tariffe scontate. Diesel a 50 centesimi al litro dunque, ma solo per i residenti.

Giuseppe Mura, titolare del rifornitore, ha letto la comunicazione e non ha ritoccato il prezzo di mezzo centesimo. «Ci sono degli accordi con la Q8 e i macchinari sono tarati – spiega – io non ho la facoltà di modificare il costo del carburante dall’oggi al domani. Magari potessi. E poi chi mi rimborsa? Perciò mi dispiace per tutti i clienti che si sono presentati convinti dei ribassi, ma qui la benzina si paga ancora a prezzo pieno».

La delusione è stata tanta in paese, e allora Maria Antonietta Uras ha deciso per un repentino sopralluogo: «Da parte mia è doveroso verificare di persona, a nome dei miei amministrati, l'applicazione delle leggi. Ecco perché mi trovo qui - ha dichiarato con la pistola (della benzina) in mano - e nel caso in cui dovessi verificare il mancato rispetto delle normative in tema di abolizione di accise e iva, prenderò i dovuti provvedimenti». Ma anche per il sindaco, il prezzo non cambia di una virgola. Così ecco la prima contromisura: «Tutti i residenti avranno una scheda sulla quale segnare l'importo pagato - spiega la Uras - Cifra di cui potranno chiedere il rimborso o portare anche come compensazione di altri tributi. Naturalmente ci si riferisce esclusivamente alle percentuali di iva e accise».

Ed è per questo che il sindaco stringe in mano una scheda di carburante che riporta i 20 euro erogati, la data, la targa del veicolo, le generalità del conducente, e il timbro della stazione Q8. E ha tutta intenzione di far valere i diritti speciali contenuti nel regolamento comunale fresco di approvazione, anche davanti allo Stato. Invierà la scheda carburante a Roma e batterà cassa. Ora bisognerà capire cosa ne pensa Equitalia di questa piccola rivoluzione fiscale, oppure il Ministero di un suo rappresentante in tricolore impegnato in un self service giurisprudenziale.

Per ora da parte di altri colleghi sindaci c'è molto scetticismo: «No aspè, fatemi capire. C'è davvero qualcuno convinto che in un paese vicino non si pagheranno più IVA e accise carburanti? Da quando un atto deliberativo di una giunta comunale ha competenze sulla politica economica e fiscale dello Stato?», scrive Massimo d'Agostino dal municipio di Bonorva. Altri sindaci invece guardano silenziosi alla finestra, perché conoscono la cocciuta determinazione di Maria Antonietta Uras e la sua tempra dura quando ingaggia una battaglia: Giave, primo comune sardo con la zona franca, magari si trasforma per davvero in un ariete fiscale.

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