I Comuni del Meilogu si defilano

Il piano non convince: «È una minaccia per la credibilità delle istituzioni»

BONORVA . Tirati in ballo dalla sindaca di Giave per la mancata collaborazione nella vicenda della zona franca, gli altri 12 sindaci dell’Unione dei comuni del Meilogu (Cheremule, Banari, Bessude, Bonorva, Bonnanaro, Borutta, Cossoine, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi e Torralba) dopo un periodo di riflessione, hanno reagito alle esternazioni della sindaca: «Chiariamo subito alcuni aspetti – scrive il presidente, Salvatore Masia –,tutti i sindaci sardi vogliono la zona franca perché porterebbe vantaggi. Sulla tipologia e sul percorso, da seguire seriamente, è fondamentale che si riapra il dibattito interrotto quattro anni fa perché le delibere del comune di Giave non hanno prodotto effetti». Dopo il primo chiarimento il documento prosegue: «L’Unione dei comuni non ha mai discusso di zona franca e il sindaco di Giave non ci ha informati delle sue azioni che noi mai avremmo condiviso e portato avanti con tanta leggerezza. Non siamo spariti ma non siamo stati coinvolti. Assistiamo increduli, ma con tanta attenzione, al dibattito che si è sollevato e che, a nostro modo di vedere, dovrebbe essere ricondotto ad un livello minimo di serietà. L'ilarità scatenata dall'iniziativa del comune di Giave fa male all'intero progetto della zona franca. Vedere ridere davanti alle fotografie del sindaco che, con la fascia, fa benzina, fa male alle istituzioni e ne mina la credibilità». La nota riserva anche una rampogna per Stato e regioni: «Ora serve chiarezza. È sconcertante che Stato e Regione non abbiano ancora detto mezza parola: le delibere del Comune di Giave sono valide o sono atti illegittimi? Se sono legittimi prepariamoci ad adottarli, se sono illegittimi si intervenga per ristabilire l'ordine, valutare possibili reati e punire fantomatici avvocati che vanno in giro ad indurre in errore i sindaci che in queste ore sono sottoposti a pressioni enormi da parte dei cittadini che creano problemi di ordine pubblico da non sottovalutare. É inaccettabile che, per mera campagna elettorale, dai social si solleciti l'assalto ai municipi per obbligare i sindaci a rispettare presunte leggi. É vergognoso che
alcuni colleghi del Meilogu siano stati additati come nemici del popolo solo per aver espresso un'opinione che poi tra l'altro si è dimostrata vera. È ancora più inaccettabile che questo avvenga nel silenzio delle Prefetture in una regione femosa per gli attentati agli amministratori».

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