E a Legambiente l’ipotesi piace

Tiana e Zanchini: «A San Quirico un intervento innovativo, può essere migliorato»

ORISTANO. Il sostegno che non ti aspetti: parere positivo all’impianto termodinamico di San Quirico? Non arriva dagli industriali o dalle multinazionali dell’energia. Il sì arriva da Legambiente. Un segnale sorprendente e in qualche modo importante.

C’è qualche suggerimento “migliorativo”, è vero, ma il giudizio di fondo è, senza giri di parole, “positivo”.

«Nell’esprimere una valutazione complessivamente positiva del progetto e della decisione della Giunta Regionale - si legge nella nota firmata dal presidente del Comitato scientifico della Sardegna, Vincenzo Tiana, e dal vicepresidente nazionale, Edoardo Zanchini -. Legambiente ritiene che la tecnologia termodinamica è sicuramente innovativa, valorizza la ricerca pubblica e privata in Italia, potrà svolgere un ruolo importante per ampliare la gamma degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e quindi costruire una vera e propria integrazione dei sistemi».

Un intervento che può e deve essere migliorato. Secondo Legambiente nel progetto che un «contenuto fortemente innovativo a livello nazionale e regionale», ma l’impianto deve essere ulteriormente migliorato «sia dal punto di vista dell’inserimento paesaggistico sia da quello delle ricadute sul territorio, con specifiche misure da studiare e progettare di concerto con la popolazione più direttamente interessata».

Il comitato scientifico di Legambiente ha analizzato a fondo la documentazione presentata per la procedura di Via e ha anche svolto un sopralluogo nell’area interessata dal progetto: «L’analisi della documentazione ha evidenziato la rigorosa procedura tecnica attuata della commissione di valutazione ambientale».

Nel complesso, l’analisi della documentazione e il sopralluogo hanno consentito di «constatare e condividere - prosegue la nota di Legambiente - le valutazioni che hanno portato ad un giudizio positivo del progetto prima della commissione di valutazione ambientale e poi della Giunta Regionale».

Cosa suggerisce Legambiente per migliorare l’intervento e dotarlo forse di un maggiore appeal? «La realizzazione di un centro dimostrativo sulle energie rinnovabili e della compatibilità tra le fonti da energia rinnovabile». Il centro potrebbe diventare «un vero e proprio laboratorio di sperimentazione ed essere aperto a visite per scuole e cittadini». Inoltre l’area del sito non occupata dall’impianto «potrebbe essere destinata alla realizzazione di un Giardino della biodiversità, destinato ad ospitare in un unico luogo le specie tipiche della Sardegna». Secondo Legambiente si potrebbe poi ipotizzare la realizzazione «di una filiera di approvvigionamento delle biomasse sostenibile e a corto raggio e con modalità che consentano al termine del periodo di funzionamento
dell’impianto di incrementare del 50% la superficie forestata, rispetto a quella attuale».

Ultimi, ma non per importanza: il miglioramento della viabilità rurale e la fornitura di energia elettrica a tariffa agevolata per gli abitanti delle borgate di San Quirico e Tiria.

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