Ius soli grazie allo sport, la felicità di Fatou: 15 anni

Il primo caso nell’isola. Dal Senegal a Sassari all'età di 7 mesi, adesso è sarda doc e gioca a pallamano nella Lions

SASSARI. Un seme non sceglie dove essere piantato, e Fatou Ndiaye le sue radici le ha messe a Sassari, trasportata sin dal Senegal dall’incessante vento dell’immigrazione. Aveva appena sette mesi quando è arrivata. Ha vissuto ed è cresciuta a Sassari, e oltre a essere incontestabilmente sassarese a tutti gli effetti, adesso che ha compiuto 15 anni Fatou è anche italiana per status sportivo. È già una vittoria. La prima.

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Viene dalla pallamano il primo caso sardo di assegnazione di cittadinanza sportiva, uno ius soli basato sul diritto al gioco dei bambini riconosciuto dall’Onu e approvato l’anno scorso in Italia. Ora il percorso che seguirà il giovanissimo talento dell’handball sassarese prevede il riconoscimento della cittadinanza anche da parte dello Stato italiano. Per lei, per la madre e per la sorellina di 10 anni. Che ha cominciato a giocare a basket.



A sorridere per prima è Zucchi Pastor, allenatrice e anima della Lions Sassari. «Fatou è in Italia da 15 anni e oggi è una giocatrice con cittadinanza sportiva italiana. Una formula che ci permette di schierarla in serie A2 . Un’occasione che Fatou ora può sfruttare per crescere insieme a tutta la squadra. Adesso c'è uno stimolo in più per lei. E’ solo un piccolo passo avanti che può diventare sempre più grande con lavoro, lavoro e tanto lavoro». Zucchi Pastor privilegia l’aspetto sportivo, ma non trascura le profonde ragioni che imbevono questo traguardo: l’integrazione, su tutto.

Fatou è stata scoperta dalla Lions nel 2012 alla scuola media numero 9 di Monte Rosello, anima della Sassari più popolare. Seguita dal professor Paolo Dessantis, ha subito stregato compagne e tecnici. All’inizio era molto timida – racconta chi l’ha cresciuta sportivamente –, poi man mano si è aperta e ha scoperto il suo carattere. Una ragazzina solare, perfettamente integrata nella sua classe e nella sua squadra.

Ma se i sogni non hanno un limite, la legge trova bastoni anche per fare inciampare una bambina. Anche nello sport.

Fatou poteva disputare i campionati giovanili. Gioca sia nella categoria Under 15 che nell’Under 19, ben 4 anni sotto media, e questo dimostra il suo valore. Ma essendo straniera, porte sbarrate per le selezioni nazionali, dove pure secondo i suoi tecnici meriterebbe di approdare. E neanche la serie A2, perché lì le straniere sono ammesse ma la società dovrebbe sborsare 1000 euro e quei soldi ritengono più giusto utilizzarli per l’attrezzatura, e per far giocare altri bambini. Questo fino a ieri. «Era un’ingiustizia – racconta Zucchi Pastor –, ci piangeva il cuore vedere quanto si allenava, i sacrifici che hanno fatto lei e la madre e quanto meritasse una chance, in maniera uguale rispetto a tutte le altre. Ora, dopo 4 anni di tesseramento continuo ha maturato i requisiti per la cittadinanza sportiva, ed eccola. Si giocherà le sue chance in A2. Dovrà lottare come tutte le altre per conquistarsi il posto, ma lo farà da italiana. alla pari». Il prossimo passo della Lions è quello di far ottenere la cittadinanza alla madre, Fatoumata Mbodji.

Zucchi sa cosa vuol dire. «Anche se io sono stata fortunata – racconta –. Sono arrivata nel 2007 per giocare nel Città dei Candelieri in A1, e nel 2009 i requisiti mi permettevano di chiedere la cittadinanza italiana. Quella vera, non quella sportiva. La Romania era appena entrata nella Ue e ho il doppio passaporto». Zucchi ora accompagnerà la madre a Milano al consolato, e avvieranno la pratica. Insieme, unite.

La madre (il padre, separato, vive in Senegal) ha trovato solo amici a Sassari. Una famiglia che aiuta Fatou e la sorellina, amici che le permettono di lavorare la notte a servizio presso una famiglia, per continuare a crescere la sua famiglia sassarese.

Fatou ha un futuro: alta 1.68, crescerà ancora. Per ora assaggia i vari ruoli, nella pallamano e nella vita. Va forte anche a scuola, parla correntemente l’inglese, ha le idee chiarissime. E’ la nuova generazione sarda che cresce. La prima fioritura. Oggi, attraverso lo sport. Un domani con lo ius soli. Anche in Sardegna, dove i semi mettono salde radici.

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