Doppio intervento per la super-équipe: salvati 4 pazienti

I medici di Sassari e Lanusei insieme per la prima volta. Un nuovo apparecchio ha consentito l’operazione

SASSARI. «Un doppio intervento che ha salvato la vita di quattro persone. Eccezionale anche perché per la prima volta siamo riusciti a “fare rete” fra diverse strutture ospedaliere». Non nasconde la propria soddisfazione il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari Antonio D’Urso, nel presentare la missione “salvavita” organizzata di concerto dai reparti di Rianimazione degli ospedali di Sassari (che fa parte delle rete nazionale “Respira” per le insufficienze respiratorie acute) e Lanusei, e con l’apporto della cardiochirurgia dell’Aou sassarese e degli anestesisti e infusori di Sassari e Lanusei. E questo è proprio l’aspetto più importante, almeno dal punto di vista organizzativo: e cioè aver allestito una squadra in grado di operare anche fuori dai reparti dell’Aou. Ma è stato importante anche “tecnicamente” l’intervento dell’equipe che ha operato a Lanusei, che ha visto l’utilizzo di una particolare tecnologia che ha consentito di “ossigenare” il sangue di un uomo di 50 anni, affetto da una grave forma di polmonite dovuta a sindrome influenzale che rischiava di ucciderlo.

L’intervento, che ha utilizzato un’apparecchiatura che permette la circolazione extracorporea e che è l’evoluzione della “vecchia” macchina cuore-polmone utilizzata negli interventi di cardiochirurgia “a cuore aperto”, è stato effettuato dall’equipe mista sassarese-ogliastrina ed è servito a stabilizzare il paziente che così è stato poi trasportato nel reparto di Rianimazione di Sassari. In questo modo, ha sottolineato la responsabile di Rianimazione di Lanusei Assunta Marongiu, è stato possibile evitare il trasferimento del paziente a Milano o Palermo, e soprattutto l’esperienza di ieri servirà in futuro. Il secondo intervento ha invece riguardato una donna sassarese di trent’anni, incinta di due gemelli, anche lei con gravi problemi di respirazione dovuti a una sindrome influenzale. Sottoposta a taglio cesareo, ora è ricoverata anche lei in Rianimazione mentre i gemelli, due bambine, stanno bene.

Gli interventi sono stati presentati ieri pomeriggio nella sede della direzione dell’Aou di Sassari dal direttore generale Antonio D’Urso, il direttore sanitario dell’Aou Nicolò Orru, il direttore della Rianimazione universitaria Pier Paolo Terragni, il responsabile della Rianimazione dell’ospedale SS. Annunziata Luigi Solinas, il direttore di Cardiochirurgia Michele Portoghese, il coordinatore della Rianimazione del SS. Annunziata Alessandro Nasone, il tecnico perfusionista Gianni Faedda quindi la responsabile dell’Anestesia Rianimazione dell’ospedale di Lanusei Assunta Marongiu e il dirigente medico dello stesso reparto Francesco Loddo.
 

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