Stop alle tasse alle imprese colpite dal ciclone del 2013

Via libera del Cipe: nuovo regime fiscale nei Comuni devastati dall’alluvione  Subito a disposizione 5 milioni. Lai, Pd: «Ma la Regione può integrare le risorse»

SASSARI. L’argomento è di quelli in grado di infiammare gli animi ma questa volta i confini sono definiti, i documenti a posto e la fantasia è rimasta nel cassetto. La prima zona franca dell’isola è ai nastri di partenza ma non è quella di cui si sente parlare sempre più spesso sin dai primi giorni del nuovo anno. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), infatti, ha approvato il decreto che – con un emendamento presentato da quattro senatori sardi – chiedeva l’istituzione di una Zona franca urbana nei comuni colpiti dall’alluvione del 18 novembre del 2013, generata dal ciclone Cleopatra. Una sciagura che, oltre alla scia di morte, aveva messo a dura prova il tessuto economico dei paesi colpiti, soprattutto in Gallura, costringendo più di 2700 persone ad abbandonare le proprie case e le attività commerciali che adesso, dopo un’attesa di più di quattro anni, potranno finalmente sfruttare i vantaggigarantiti in un’area a tassazione speciale.

Zona franca urbana. La misura è destinata esclusivamente alle imprese e i fondi serviranno a ristorare le aziende che hanno subito danni ma anche quelle che hanno chiuso o che, al contrario, sono pronte ad aprire: «Le imprese potranno ottenere contributi nei limiti del de minimis – spiega Silvio Lai, senatore del Partito democratico – che permetteranno l’esenzione dell’Irpef sino a 100 mila euro, in tre anni, come dell'Irap e delle imposte municipali, ovviamente per le attività situate all'interno della perimetrazione prevista dal decreto». L’idea di trovare una via di fuga fiscale su cui immettere gli imprenditori colpiti dal ciclone era nata subito dopo il passaggio di Cleopatra, come già successo dopo il terremoto dell’Emilia, ma prima che si potesse entrare in azione era necessario innanzi tutto definire il perimetro su cui attivare la misura fiscale: «Con il via libera del Cipe si avvicina un risultato concreto per le imprese di Olbia e delle altre zone colpite – aggiunge Lai –. È una risposta che, con i colleghi Giuseppe Luigi Cucca, Ignazio Angioni e Luciano Uras, abbiamo sollecitato dapprima presentando e facendo approvare un apposito emendamento nel decreto enti locali e poi seguendone la sua efficacia».

Il procedimento. Con lo schema di decreto approvato dal Cipe nell’ultima seduta, sono state quindi definite le agevolazioni e la perimetrazione dopo il via libera del ministero dell’Economia, a settembre, e della Regione, a novembre. Successivamente il ministero dello Sviluppo economico e il Cipe, con il parere favorevole espresso nella riunione del 22 dicembre, hanno chiuso il lungo iter avviato proprio con l’approvazione dell’emendamento. Il primo stanziamento da 5 milioni di euro è quello che era stato accordato sin dai primi momenti del post alluvione: «Contributo importante ma stanziato per permettere l’avvio dell’iter della
zona franca urbana – conclude Silvio Lai –. Il prossimo parlamento deve aumentare le risorse per allargare il più possibile la platea dei beneficiari. La palla ora passa alla Regione che può integrare le risorse disponibili, oltre che scegliere i destinatari e le priorità».



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