Matzutzi: «Ruoli definiti e compiti certi»

Il presidente di Confartigianato plaude alla scelta dell’Arcivescovo: «La trasparenza rende più forti»

ORISTANO. «Apprezzo moltissimo la scelta di Monsignor Sanna. Le sue regole, che si richiamano al diritto canonico, sono simili a quelle usate nelle onlus e nelle associazioni senza scopo di lucro. Regole chiare, con ruoli definiti e compiti certi. Distinguo sui patrimoni e certezza sui controlli». Il presidente regionale di Confartigianato Antonio Matzutzi plaude alla scelta dell’Arcivescovo, «perchè introduce i giusti distinguo tra i patrimoni personali e quelli della Chiesa locale. Più trasparenza per essere più autonomi e forti; è giusto che anche in questo ambito i parroci sappiano che devono rendere conto a qualcuno delle loro azioni».

La diocesi di Oristano, che non ha confini corrispondenti a quelli della Provincia, comprendendo parte della Provincia di Nuoro, sino a Ovodda, Desulo, Aritzo e Gadoni, e il nord della provincia di Cagliari, raggiungendo Villanovafranca e Barumini, non è certo una diocesi “povera”.

Pur in assenza di dati precisi, e tantomeno ufficiali, non si è lontani dal vero nel ritenere che la diocesi, in proporzione al reddito medio procapite del territorio e al prodotto interno lordo espresso, sia la più ricca dell’isola, con numerose proprietà, molte riconosciute come l’Hotel Duomo vicino alla Cattedrale a Oristano, l’Istituto di Riabilitazione Santa Maria Bambina e i tanti asili nido e scuole dell’infanzia del territorio. Oltre a ciò ci sono le proprietà disperse, e chissà se tutte censite, delle 85 parrocchie, ed è proprio a queste che si riferisce Sanna nel suo decreto.

«Il messaggio che passa è disarmante pur nella sua semplicità – ribadisce Matzutzi – perchè ciò che gestisci non è tuo, ma della Chiesa, e a lei devi rendere conto. Il distinguo sui patrimoni è opportuno ed è importante che anche la Chiesa ribadisca questo punto, forse non sempre applicato con la
dovuta correttezza. Non mi sorprenderei – conclude Matzutzi – se i gravissimi fatti nazionali di uso distorto e dannoso di beni ecclesiastici abbiano consigliato Sanna a regolamentare con ancor più incisività quanto dovrebbe essere di comune sentire di tutti i sacerdoti».(g.cen.)

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