Cascia dona gli agnelli nati da “sa paradura”

Il sindaco De Carolis: «Quella a favore dei pastori terremotati fu un’iniziativa emozionante»

CASCIA. L’Umbria non dimentica e ha intenzione di manifestare ai sardi l’incredibile manifestazione di solidarietà avvenuta lo scorso aprile, quando i pastori isolani donarono 1000 pecore e 500 quintali di foraggio dopo il terremoto che colpì il centro Italia. «A giugno si rinnoverà la tradizione di “sa paradura”, ma questa volta saranno i pastori di Cascia a portare ai loro colleghi sardi gli agnelli nati dalle pecore che un anno fa furono donate ai nostri allevatori»: ad annunciarlo è stato il sindaco della cittadina umbra, Mario De Carolis. Lo ha fatto nel giorno di Sant'Antonio Abate, in occasione del quale, in Vaticano, una folta delegazione di allevatori umbri ha preso parte alla celebrazione in piazza San Pietro. «Quello dei pastori della Sardegna – ha ricordato De Carolis – fu uno dei gesti di solidarietà più emozionanti e importanti che si registrarono subito dopo il terremoto, un gesto che per noi rimarrà indelebile e che vorremmo ricordare negli anni».

«La donazione delle mille pecore - ha detto ancora il sindaco – ha avuto anche il merito di far capire meglio il valore della solidarietà e della collaborazione tra i pastori, al punto che da un anno a questa parte è stato creato un comitato composto da ben 38 allevatori che presto metteranno in campo anche nuove iniziative»., L'operazione di solidarietà dei pastori sardi che contribuirono a ricostituire le greggi dei loro colleghi che avevano perso tutto nel terremoto, avvenne sotto le bandiere
della Coldiretti e la guida di Gigi Sanna, leader del gruppo musicale nuorese Istentales. A Cascia fu festa grande e si creò un legame che dura ancora. I pastori che donarono almeno una delle loro pecore furono 600, i Comuni coinvolti 150, le aziende umbre aiutate 40. (a.palm.)

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