Aste pilotate a Tempio, sospeso Di Giacomo

Provvedimento del Csm, il giudice era stato già interdetto per un anno. A sollecitare la misura anche il ministro della Giustizia Orlando

TEMPIO. Il Consiglio superiore della magistratura ha disposto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio del giudice dell’esecuzione del tribunale di Tempio, Alessandro Di Giacomo, indagato dalla procura di Roma per turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Un atto disciplinare conseguente all’interdizione per un anno, disposta dal gip romano Giulia Proto. Una decisione inevitabile, insomma. Automatica sul fronte disciplinare. Anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, un mese fa, proprio nel giorno dell’interrogatorio di garanzia del giudice, aveva sollecitato la sospensione del magistrato.

Da Roma, il suo difensore, l’avvocato Giandomenico Caiazza, al momento, però, non conferma la notizia. Anche se, spiega, «si tratta di una decisione quasi scontata».

«Noi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione formale, a me non è stato ancora notificato nulla – dice – Quella, comunque, è una decisione quasi scontata: essendo stata applicata dal gip di Roma la misura interdittiva per un anno, il giudice disciplinare non può che adeguarsi automaticamente. Noi avevamo chiesto al Csm un rinvio perché il 29 gennaio discuteremo davanti al tribunale del riesame la nostra richiesta di annullamento di quella misura cautelare. Confidiamo nell’esito davanti al tribunale del riesame perché la misura del gip venga revocata».

La presunta asta pilotata su cui indaga la Procura di Roma – nel mirino dei pm capitolini, la vendita della villa dell’imprenditore Sebastiano Ragnedda, aggiudicata con un abbattimento del 25 per cento sul prezzo a base d’asta – vede indagati per turbativa d’asta, cinque magistrati, due avvocati e un perito. Si attende ancora la decisione del gip in merito alla misura interdittiva richiesta dalla procura di Roma per il giudice Elisabetta Carta, sotto inchiesta per rivelazione del segreto d’ufficio. Nell’attesa, si dice «serena e fiduciosa – dicono i loro difensori, gli avvocati Cesare Piraino e Ivano Iai – Ha sempre agito e continua a operare in assoluta correttezza e rispetto della funzione giurisdizionale, sia civile, sia penale, negli uffici giudiziari di Tempio e Sassari». Già applicata invece la misura interdittiva per un anno a ad Ermanno Giua, il perito nominato dal tribunale per valutare l’immobile venduto all’asta,
accusato di falsa perizia. Rigettata, infine, la richiesta di sospensione per un anno per altri due magistrati, Andrea Schirra e Chiara Mazzaroppi, figlia dell’ex presidente del tribunale di Tempio e della Corte d’Appello di Sassari, Francesco Mazzaroppi, aggiudicatari della villa.

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