Una lunga scia di sangue sulle strade sarde

Due cantonieri morti nel 2012 a Cabras e Abbasanta, a Nurri un operaio schiacciato da un tagliaerba

SASSARI. Che lavorare sulle strade sia un’attività piena di pericoli lo confermano gli episodi accaduti negli ultimi anni, in alcuni casi per l’imprudenza degli automobilisti c’è chi ci ha rimesso la pelle. Come accadde a Giorgio Murtas il 9 novembre del 2012, che morì travolto da una moto. L’uomo lavorava come cantoniere per l’amministrazione provinciale di Oristano ed era impegnato nelle operazioni di sfalciatura delle cunette nella rotatoria che collega la circonvallazione di Cabras con la provinciale 6 per Torregrande. Era il giorno in cui le operazioni si sarebbero dovute concludere e Murtas appena sceso dall’autocarro stava sistemando i cartelli di segnalazione dei lavori. Uno studente diretto a scuola a Oristano con il suo scooter (erano le 8,15) non si accorse della sua presenza all’altezza di una curva e lo urtò, trascinandolo per alcuni metri e scaraventandolo per terra. Murtas battè la testa violentemente e inutilmente i sanitari del 118 tentarono di rianimarlo.

Sempre nell’Oristanese, il 18 settembre 2012 un operaio di 24 anni, Fabiano Murgia, di Oniferi, dipendente di una ditta di Nuoro, era morto schiacciato da un rullo compressore condotto da un suo collega di lavoro in un cantiere Anas per il rifacimento del manto stradale della statale 131 Dcn, a quattro chilometri dal bivio di Abbasanta, direzione Cagliari. Un movimento sbagliato, il giovane non vide il pesante mezzo dietro di sé . Troppo gravi le ferite all’anca e al bacino per sperare di salvarlo.

L’8 giugno 2010 un operaio dell’Anas di Seui, il 56enne Elvio Caredda, era morto a Nurri investito da un mezzo tagliaerba guidato da un collega mentre la squadra era impegnata a sfalciare sui bordi della carreggiata. L’incidente sul lavoro era avvenuto all'altezza del km 8,800 della strada statale 198, a circa 2 chilometri dal centro abitato di Nurri. L’operaio aveva riportato lo sfondamento del torace e diverse fratture agli arti inferiori. Le sue condizioni erano disperate e morì durante il tragitto sull’ambulanza.

Il 16 agosto del 2010 a San Teodoro Franco Sisinnio
Asole, 38enne operaio di una società che gestiva la raccolta dei rifiuti, morì schiacciato contro un muro dal camion della nettezza urbana, che aveva fermato in discesa col freno a mano tirato. Il mezzo però si mise in movimento e lo travolse, uccidendolo. (a.palm.)



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