Egas, il sindaco di Sassari Nicola Sanna attacca: «Mi hanno fatto fuori»

Siluri alla Regione e al partito di Maninchedda dopo la mancata riconferma all'ente di controllo del servizio idrico: «Il management di Abbanoa non sopportava i controlli stringenti del mio ente»

SASSARI. Lo sgambetto che ha buttato giù il sindaco Nicola Sanna dalla poltrona di presidente dell'Egas? Opera del Partito dei Sardi, fin troppo accondiscendente nell'assecondare l'assoluta allergia ai controlli di Abbanoa e decisamente "tentato" dal prendere l'assoluto controllo di un'azienda che ha da distribuire lavori e appalti per centinaia di milioni.

Parole del primo cittadino sassarese, che non ha per nulla digerito la decisione dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini di nominare il sindaco di Nurachi, Renzo Ponti, nuovo presidente dell'Ente di governo del servizio idrico, nonostante sulla proroga di Sanna fosse arrivato il via libera del Consiglio delle autonomie locali e dei principali sindaci dell'Isola.

A far saltare il tavolo l'autocandidatura del sindaco del piccolo paesino dell'oristanese. «Che l'assessore Balzarini - continua Sanna - avrebbe dovuto rimandare al mittente. Quando il problema è saltato fuori gli ho detto chiaramente che si stava creando un importante strappo politico. Un assessore regionale del Pds, con l'appoggio di un sindaco del Pds (il primo cittadino di Macomer Antonio Onorato Succu) stavano sostenendo una candidatura che smentiva le intese precedentemente raggiunte a favore della continuità. Di fronte a una novità del genere Balzarini avrebbe dovuto bloccare la nomina, e tornare al tavolo delle trattative. Invece ha voluto forzare. Un'ingerenza incredibile. Anche perché arriva nel momento in cui dovrebbe iniziare il processo di cessione da parte della Regione ai Comuni del controllo di Egas. Che l'assessore del PdS ha ben pensato di inaugurare esercitando in maniera scomposta il suo potere».

Un problema politico, con risvolti molto pratici. «La vera questione - continua Sanna - è che il management di Abbanoa, assecondato dall'assessore Maninchedda prima e da Balzarini poi, ha dimostrato di non sopportare il "controllo analogo" che Egas ha il dovere di esercitare su quella che a tutti gli effetti è una sua società in house. E lo ha fatto con ricorsi al presidente della Repubblica e al Tar ogni volta che questo controllo è stato posto in essere».

«È paradossale - continua Sanna - è come se una controllata provinciale facesse causa alla Provincia. Ed è anche pericoloso, perché è solo grazie a questa "architettura" che l'affidamento diretto della gestione del servizio idrico integrato è potuto andare ad Abbanoa senza passare attraverso un bando pubblico».Controllo che Sanna rivendica di aver reso «stringente» negli ultimi tre anni. Con l'Egas che avrà la parola decisiva su partite delicatissime

. «Basti pensare al prestito obbligazionario da 180 milioni per cui Abbanoa si sta muovendo da agosto. Ha affidato l'incarico a un broker per valutarne la fattibilità, e solo dopo ha avvisato l'Egas. Bene, noi abbiamo ottenuto che nulla potrà essere fatto senza il via libera dell'Ente. E sicuramente disturba a chi ha in mente di far passare tramite un prestito obbligazionario magari una privatizzazione doverne rendere conto».Come disturbano: «Antitrust e anticorruzione che dicono chiaramente che Egas deve avere il potere di nominare gli organi di vertice di Abbanoa». Insomma: «Di fronte a tanti problemi - chiude sibillino Sanna - magari è meglio prendere il controllo dell'ente di controllo, invece che continuare a battagliarci».

«Il siluro a Sanna è il primo risultato tangibile di una legge sbagliata, che calpesta i deliberati dell'Antitrust e dell'Anticorruzione e la giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia - attacca il vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Marco Tedde -. Ma anche l'ennesima puntata di una rissa perenne all'interno del centrosinistra sardo che paralizza l'azione di governo. E anche un intollerabile affronto verso il sistema delle autonomie che aveva chiesto la conferma di Sanna. È la certificazione che la Regione sarebbe dovuta uscire immediatamente da Egas trasferendo tutte le quote ai comuni. Sanna paga i timidi tentativi di arginare lo strapotere del managment di Abbanoa messo in campo in combutta con la Giunta.

Gli scontri su spese legali, assunzioni allegre, bilanci creativi, le risse sui conguagli e sulle sofferenze provocate alle famiglie sassaresi per l'acqua non potabile fornita da Abbanoa sono stati i motivi dell'allontanamento di Sanna da Egas. E Pigliaru continua a rimanere alla finestra».

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