Il Pds: giusto dare voce ai piccoli Comuni

Il segretario Maninchedda e l’assessore Balzarini replicano alle accuse del primo cittadino di Sassari

SASSARI. Non accetta provocazioni il Partito dei Sardi di Paolo Maninchedda. Che, alla lunga serie di accuse rivolte dall’ormai ex presidente dell’Egas Nicola Sanna all’ex assessore regionale e al suo successore ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini, dedica poche righe di replica. Rivendicando la scelta del sindaco di Nurachi Renzo Ponti alla guida dell’Ente di governo del servizio idrico, negando che ci sia stato nessun accordo tradito (Sanna aveva dato disponibilità per la riconferma con l’appoggio del Consiglio delle autonomie locali), rivendicando la linearità e liceità di tutte le azioni, fatte «alla luce del sole, senza retropensieri e senza complotti». Su tutta la parte poi relativa alle accuse sulla gestione di Abbanoa, sul tentativo della controllata pubblica di evitare i controlli, sul corto circuito che si vorrebbe creare tra controllori e controllati, si arriva al lapidario: «È dietrologia che non ci riguarda».

«Il Partito dei Sardi ha convintamente votato alla presidenza dell’Egas Renzo Ponti – sottolinea Paolo Maninchedda in coda a un lungo intervento pubblicato sul suo blog –. I piccoli comuni sono 240 in Sardegna e avevano diritto a far sentire fortemente la loro voce nell’organo di governo del sistema idrico sardo. Non eravamo stati coinvolti in alcun accordo preventivo, di cui nulla sapevo e nulla so; abbiamo sostenuto alla luce del sole, senza retropensieri e senza complotti, l’autocandidatura di un piccolo comune, perché da sempre siamo impegnati a unire la Sardegna, a evitare le egemonie urbane e a costruire l’unità della nostra patria. Tutto il resto (Abbanoa, controlli, controllini, nomine) è dietrologia che non ci riguarda».

«Come disposto dalla legge il presidente della Regione o un suo delegato convoca i componenti designati dal Cal e procede all’insediamento del nuovo comitato istituzionale d’ambito dell’Egas ed all’elezione del presidente. Questo è avvenuto quando ho presieduto la prima riunione del nuovo Comitato Istituzionale, composto da 4 sindaci e da un rappresentante della Regione», spiega l’assessore regionale dei Lavori Pubblici Edoardo Balzarini.

«La Regione - aggiunge - non era a conoscenza di eventuali accordi che preludessero all’elezione del sindaco di Sassari a presidente e se, durante la seduta, questa posizione fosse stata manifestata, non avrebbe potuto far venir meno il consenso del proprio rappresentante. È, infatti, il Comitato nella sua interezza che elegge il presidente, e il rappresentante regionale esprime un solo voto su cinque. La candidatura del sindaco di Nurachi, rappresentante dei piccoli comuni, ha raccolto il consenso degli altri componenti e non sono emersi motivi che giustificassero un rinvio». «Sono comunque certo – conclude l’assessore – che il sindaco Sanna contribuirà ai lavori del Comitato con la competenza e la costanza dimostrate in una fase che ci vedrà
impegnati in importanti attività quali l’ampliamento del perimetro, la definizione tariffaria per i Comuni non aderenti ad Abbanoa e, soprattutto, gli adempimenti necessari per le prossime elezioni del Cia definitivo e della commissione per il controllo analogo». (g.bua)



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