Prigionieri a casa propria: addio al passaggio a livello

Il nulla osta per passare: Rfi annuncia l’eliminazione dell’attraversamento

SASSARI. I passaggi a livello con “citofono” sono 31 in tutta l’isola, 20 dei quali distribuiti lungo la tratta Chilivani-Porto Torres. Qui, nella borgata di San Giorgio, a pochi chilometri da Sassari, c’è quello di fronte alla campagna del signor Pietrino Sanna. Che, come gli altri 30 proprietari di terreni o case con vista sulla ferrovia, prima di varcare il cancello deve suonare al citofono: “Sono l’utente X.... chiedo nulla osta apertura barriere”. Senza permesso non si passa, a casa propria non si entra. Il giorno dopo il racconto di questa storia paradossale, Rfi annuncia che quel passaggio a livello sarà eliminato entro la fine del 2018: c’è già un progetto che prevede l’eliminazione dell’attraversamento e la creazione di un passaggio alternativo per consentire al signor Sanna e agli altri due proprietari di entrare e uscire da casa loro quando vogliono, senza chiedere il permesso. Il costo dell’intervento è 1 milione di euro.

La polemica. Pietrino Sanna, veterinario in pensione, di Benetutti ma residente a Sassari da una vita, è obbligato dall’ottobre scorso a “citofonare” a Rfi ogni volta che arriva davanti alla sua campagna a San Giorgio. Sanna chiede il permesso per entrare e andare via schiacciando il pulsante dell’apparecchio sistemato nei pressi delle barriere oppure telefonando al numero indicato. Questa procedura è stabilita nella convenzione con Rfi che Pietrino Sanna ha firmato l’11 ottobre, pur non condividendone il contenuto: «Non è corretto definire quel documento una convenzione, perché è stato predisposto in maniera unilaterale». Ma ha firmato perché in caso contrario avrebbe dovuto dire addio alla sua casa in campagna, ai suoi alberi da frutto e agli animali – due cavalli, conigli e galline – che vivono all’interno. «Ma è una situazione inaccettabile – continua Sanna – perché lede il diritto alla proprietà e alla privacy. Mi sento continuamente controllato ed è una sensazione veramente sgradevole. Ho più volte chiesto a Rfi di eliminare questo disagio ma non ho avuto risposta».

Obiettivo sicurezza. Un progetto c’è, replica invece Rfi. Che attraverso l’ufficio stampa fa una premessa: la convenzione firmata nell’ottobre 2017 è stata predisposta sulla base delle indicazioni dell’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. «La priorità – dice Rfi – è garantire la massima sicurezza. Per questo l’Agenzia ha eliminato il cosiddetto attraversamento a vista del passaggio a livello, con il capotreno che scende poco prima e il mezzo procede a passo d’uomo tra segnali sonori: il sistema era ritenuto pericoloso. I nuovi sistemi permettono una maggiore sicurezza sia per la circolazione dei treni sia per gli utenti del passaggio in gestione a privati. La cui sicurezza è prioritaria rispetto al disagio. Ma – assicura Rfi, quella del “citofono” non è la soluzione definitiva: i passaggi a livello – pubblici e privati – sono rischiosi, per questo saranno gradualmente eliminati».

Il piano. In Sardegna sono attivi 146 passaggi a livello, di cui 115 pubblici e 31 privati. «Nel 2017 – spiega Rfi – sono stati eliminati 7 passaggi in gestione a privati individuando soluzioni di viabilità alternativa per i proprietari di case e terreni. Il prossimo passaggio da cancellare è quello privato di San Giorgio, con un investimento di 1 milione
di euro per eliminare l’attraversamento su rotaie. Tempi: entro la fine del 2018. Alla notizia Pietrino Sanna ha una reazione tiepida: «Dopo tanti appelli caduti nel vuoto sono diffidente. Aspetterò, speriamo sia vero quel che dicono». Il conto alla rovescia è già partito.



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