Luigi Di Maio: «Noi prima forza del Paese, in Sardegna avremo il 40 per cento»
La ricetta del candidato premier dei 5 Stelle: lavoro, trasporti, agroindustria. Puntare sull’agroalimentare innovativo e d'eccellenza, sull'informatica e sulle nuove tecnologie è fondamentale per l'isola
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.16431725:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2018/02/03/news/i-sondaggi-premiano-l-m5s-ma-il-centrodestra-cresce-1.16431725]]SASSARI. «Siamo la prima forza politica del Paese e anche guardando a come sono andate le cose in Sicilia a ottobre credo che abbiamo concrete possibilità di arrivare al 40 per cento». Lo dice il candidato premier del M5s, Luigi di Maio, nell'isola per la campagna elettorale. Nel caso di vittoria, nei primi 100 giorni, spiega di Maio, «taglieremo sprechi, privilegi e ingiustizie. E aboliremo 400 leggi inutili o dannose che rendono infernale la vita a imprese e famiglie. Meno burocrazia significa più qualità della vita. Daremo poi il via alla nostra riforma fiscale, dalla riduzione delle aliquote Irpef all'intervento sul cuneo fiscale. Metteremo in piedi il nostro piano di investimenti produttivi che nei 5 anni successivi darà forza all'occupazione e all'economia, aiutandoci a ridurre il rapporto debito/Pil». Per quanto riguarda la Sardegna, Di Maio indica la strada nel «puntare sull'agroalimentare innovativo e d'eccellenza, sull'informatica e sulle nuove tecnologie: è fondamentale. Secondo noi non è necessario inserire in Costituzione che la Sardegna è un'isola. Basta guardare una cartina geografica per capirlo».
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Al ministro Carlo Calenda che ha detto che è impossibile pensare alla Sardegna senza industrie Di Maio risponde: «Nessuno qui è contro le industrie a patto che ci sia uno sviluppo sostenibile, non come è stato per esempio nel Sulcis vittima di uno sviluppo che ha avvelenato e impoverito il territorio lasciando senza lavoro e risparmi intere generazioni. Quello che è impensabile è una Sardegna senza turismo, senza enogastronomia, senza agricoltura. Produrre in maniera sostenibile si può e si deve fare».
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