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I turisti come testimonial dell’agnello sardo Igp

Firmato un protocollo d’intesa tra la Federalberghi e il Consorzio di tutela Campagne informative negli hotel. Nuovi tagli e tecniche di conservazione  

[SASSARI. La valorizzazione e la tutela delle carni sarde e la conquista di nuovi mercati passa inevitabilmente per le strutture ricettive isolane, dove le esigenze e l’apprezzamento dei turisti diventano un veicolo promozionale fondamentale: perché non trasformare i clienti degli alberghi in ambasciatori della qualità dell’agnello sardo e difenderlo dalle sofisticazioni? Partendo da questa idea è stato firmato questa mattina un protocollo d'intesa fra il presidente di Federalberghi Sardegna Paolo Manca (foto) e il presidente del Consorzio per la tutela dell'Igp Agnello di Sardegna (Contas) Battista Cualbu, presenti anche i rappresentanti del dipartimento di agraria dell'università sassarese Giuseppe Pulina e Anna Nudda.

L'alleanza prevede la sperimentazione di nuovi tagli e nuove tecniche di conservazione adatte alle necessità degli chef, ed una campagna di promozione nei ristoranti degli hotel per informare i consumatori sulla corretta identificazione delle produzioni locali e sulle loro proprietà nutrizionali. La campagna informativa si troverà all'interno delle strutture ricettive aderenti a Federalberghi dove quindi si potrà degustare l’agnello di Sardegna Igp che verrà identificato con il marchio sui menù e dove il prodotto si potrà affacciare al mercato internazionale per tutto l'anno.

«I nostri turisti fanno nella loro vacanza un'esperienza di destinazione – ha spiegato il presidente regionale di Federalberghi Sardegna Paolo Manca – per questo gli alberghi non si limitano a fornire solamente l’alloggio ma di fatto raccontano un territorio e consigliano al turista una serie di esperienze che lui potrà vivere durante il soggiorno. Non ultima quella alimentare e quindi il garantire un prodotto autentico e di qualità, è uno degli obiettivi che viene perseguito con la firma di questo protocollo».

Ogni anno in Italia si registra l'arrivo di ingenti quantitativi di carni di agnello di origine extraregionale che, in assenza di percorsi comunicativi adeguati e di controlli puntuali, possono essere confusi con i prodotti sardi, ormai conosciuti e apprezzati dai consumatori.

Gli hotel quindi diventano così ambasciatori dei prodotti sardi. «I nostri turisti sono al 50 per cento italiani al 50 per cento stranieri – ha precisato Manca –, quindi questa diventa anche una promozione internazionale per le produzioni dell’Isola. Un passo in avanti nell’integrazione delle filiere legate al turismo verso la costituzione di un vero e proprio prodotto “destinazione Sardegna”, bello non solo da vedere anche da gustare».

Lo scorso ottobre il Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna aveva partecipato a Treviso all’evento di OriGin, l’organizzazione con sede a Ginevra che promuove il network mondiale dei produttori di cibi e bevande a Indicazione Geografica, come le europee Dop e Igp. L’obiettivo era in quel caso l’apertura verso i circuiti di tutela internazionale, con l’obiettivo di fare sinergia con le organizzazioni di tutela di tutto il mondo e puntare a un mercato dell’agnello Igp che sia sempre più europeo e mondiale. (a.palm.)