Zedda, appello alla sinistra: unità contro gli estremismi

Il sindaco di Cagliari sostiene i candidati Pd e invita gli elettori di LeU al voto utile «Esiste il rischio di un governo con Salvini, non è il momento di divisioni tra noi»

CAGLIARI. Era stato tirato per la giacchetta da una parte e dall'altra. Ma il suo ruolo in questa corsa elettorale lo aveva ribadito anche quando a Cagliari c'era stata la visita di Piero Fassino: seminare pace dentro la coalizione di centrosinistra. E anche un po' fuori, se possibile. Sempre guardando a sinistra. Ieri Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, di fronte a una platea variegata ma molto Pd in un incontro intitolato Progettare il futuro per la presentazione ufficiale della candidatura di Luciano Uras (coalizione centrosinistra) nel collegio uninominale di Cagliari per la Camera, ha ribadito il messaggio: unità. Anche contro vecchi fantasmi. «Scusatemi non sto benissimo sto combattendo contro i virus influenzali e fascisti». Ma la parola più utilizzata durante il suo intervento è stata proprio unità. «Noi dobbiamo ritrovare unità – ha detto – ipotizziamo che arrivi un governo con Salvini: non possiamo parlarne in un salotto e dire "che tempi bui". Le classi dirigenti non possono stare a guardare ed esprimere mal di pancia, qui c'è bisogno di unità. È indispensabile ritrovare elementi comuni tra noi e non motivi di divisione, quanto più saremo forti tanto più riusciremo ad alzare un argine contro gli estremismi». Messaggio di pace scherzosamente rivolto anche all'altra sinistra. «Si può votare in modo diverso per Camera e Senato. Se coloro che si riconoscono in Liberi e Uguali non conoscono il candidato di Liberi e Uguali nel loro collegio (ndc il riferimento è verosimilmente alla candidatura dell'emiliano Claudio Grassi, capolista nel collegio proporzionale sud Sardegna per la Camera) e volessero esprimere quindi il loro voto per la coalizione di centrosinistra, non saremo certo noi ad arginare questo fenomeno». E poi la pacca sulla spalla. «Credo che anche agli elettori di LeU vada mandato un messaggio di questo tipo – ha concluso il primo cittadino – d'altra parte governiamo insieme in Regione e al Comune di Cagliari, e veniamo dalla stessa storia politica che ci ha insegnato che ci sono momenti in cui bisogna rispettare l'unità al di là delle diversità per arginare fenomeni che potrebbero portare il Paese in luoghi poco sicuri ricchi di scogli acuminati di colore nero. Non sottovalutiamo questi rigurgiti».

Ancora polemiche sui fatti di Macerata: «Pensare che qualcuno che ha governato – ha detto arrabbiato – giustifichi l'episodio con il fatto che la colpa sarebbe dell'attuale governo che ha consentito l'ingresso di immigrati è una roba che qualche anno fa avrebbe determinato manifestazioni di piazza». In sala tra gli altri Renato Soru, i deputati Pd Francesco Sanna e Paola Pinna, ricandidati, l’assessore Cristiano Erriu, la consigliera Cd Anna Maria Busia, il presidente dell’Autorità portuale Massimo Deiana, Riccardo Lo Monaco, capolista al Senato di +Europa.

Per Luciano Uras le politiche del 4 marzo sono un appuntamento «da vincere lavorando in un clima di rispetto e sviluppo dei valori democratici e della Costituzione». Si dispiace per la scelta del gruppo Psd'Az di andare con la Lega. «Bene ha fatto Zedda a sanzionarla ritirando la delega a un assessore». A presentare Uras al Teatro
Massimo, sul palco, a anche Romina Mura, capolista nel proporzionale sud per la Camera, e lo stesso sindaco di Cagliari. «Oggi la platea è variegata – osserva Mura – noi siamo il centrosinistra con una storia comune e un filo conduttore che unisce le esperienze amministrative locali».

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