Non solo mare, dopo la Bit l’isola punta su Berlino

A Milano presentato il Consorzio di Gesturi con i suoi percorsi naturali e religiosi Soddisfazione tra gli albergatori. E dal 7 marzo la Sardegna alla fiera tedesca

INVIATO A MILANO. Il sipario è calato ma la rappresentazione è stata un successo. Sullo stand della Sardegna alla Borsa internazionale del turismo sono piovuti applausi virtuali a scena aperta, un po’ proprio per lo stand ma soprattutto per il prodotto turistico che reclamizzava: un paradiso naturale nel bel mezzo del Mediterraneo accompagnato da bellezze archeologiche uniche al mondo e condito da una trazione enogastronomica che è il giusto contorno per lo sviluppo del turismo alternativo, quello che dovrebbe aiutare l’isola a scrollarsi di dosso la nomea di meta balneare. E la tre giorni milanese verrà replicata alla fiera internazionale di Berlino, dal 7 all’11 marzo, con gli stessi allestimenti e una buona parte del gruppone di operatori che sonderanno l’interesse del mercato tedesco e dell’Europa centrale. Perché il bis è un obbligo dopo ogni successo di pubblico. La sensazione, confermata da imprenditori e buyer, è che la prossima stagione sia destinata a ricalcare il tutto esaurito dello scorso anno.

Gli operatori. Anche chi ha lavorato per tre giorni tra i banchi dello stand della Sardegna ricevendo possibili clienti e promoter dei tour operator sembra sulla stessa lunghezza d’onda. Francesco Sanna, dg dell’hotel Le ginestre di Porto Cervo, racconta la cronaca di un successo che probabilmente è andato oltre le aspettative: «Un’esperienza frizzante, si sente che l’Italia è nuovamente in crescita. Erano 10 anni che non venivo alla Bit e ho notato la grande attenzione che l’isola genera nei compratori. Abbiamo parlato con tanti operatori interessati ai nostri prodotti e soprattutto al prodotto Sardegna. Non si è trattato di semplici interazioni con i soliti curiosi».

I consorzi. A Milano non c’erano solo gli hotel della Costa Smeralda. La Bit è stata l’occasione per la prima uscita di un progetto che sposa il turismo alle politiche sociali. Si tratta del binomio composto dall’hub turistico “Rete Gesturi” e dalla cooperativa sociale “Elabor Sardegna” rappresentati a Milano da Marina Obrano e Massimiliano Defraia: «Siamo alla Bit grazie a una gara vinta dal comune di Gesturi. Stiamo iniziando l’avventura turistica con l’idea di mettere a sistema tutte la potenzialità del nostro territorio, dalle bellezze ambientali, che purtroppo sono poco conosciute, alla ricettività diffusa. Abbiamo già creato una rete di imprenditori del territorio e con tutti i paesi che toccano la giara. Quindi abbiamo a disposizione bed and breakfast e agriturismi ma anche gli artigiani che si occupano dei prodotti tradizionali, i musei e i frati cappuccini che sono un punto di rifermenti grazia alla figura di Fra’ Nicola. L’idea è realizzare un tour che possa offrire l’esperienza ambientale e ovviamente l’incontro con i cavallini della Giara ma anche il cibo tradizionale e alcune particolarità, quella che viene descritta come la colazione del pastore, a base di formaggio e salsiccia». Una “bomba” che potrebbe soddisfare i gusti dei turisti dell’Europa del Nord. Ma l’epopea turistica sarebbe anche un modo per rilanciare un territorio martoriato dalla disoccupazione e dallo spopolamento: «Il nostro intento sarebbe creare lavoro e far conoscere le zone dell’interno, che possono essere interessanti per tante categorie di turisti», aggiunge Marina che per due giorni è stata impegnata a gestire le domande e le curiosità di chi veniva stregato dalle immagini dei cavallini: «La fiera è stata un successo, tanti operatori ci hanno chiesto informazioni sui cavalli e nessuno crede che siano selvaggi. Meglio, quando li vedranno di persona si ricrederanno. I più interessati sono gli operatori che gestiscono i flussi di vacanzieri da Russia, Ucraina, Romania, Egitto e Nord Italia ma anche la penisola scandinava che preme per trovare posti in cui trasferire i turisti più avanti con gli anni che vogliono svernare in luoghi come il nostro, dove
il clima è buono e le attrattive sono tante». Nella lista ci sono anche i percorsi religiosi, legati sempre a Fra’ Ignazio. Un esempio di offerta alternativa e di un lavoro che prescinde da spiagge e mare, che poi è quello che la Sardegna cerca di proporre ai turisti di tutto il mondo.

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