Prove di unità per gli aeroporti sardi: regia unica

Primo confronto fra le tre società di gestione, la Regione e l’Enac Pigliaru: «Opportunità importante per rafforzare la competitività nel mercato»

CAGLIARI. Non è facile, le resistenze sono tante, ma bisogna provarci. Da questo dato di fatto è partito il confronto su un’ipotesi suggestiva e strategica: la gestione unica, altri preferiscono chiamarla centralizzata, degli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia. Convocati dalla Regione, intorno al tavolo si sono ritrovati tutti: l’Ente di gestione dell’aviazione civile, le società di gestione degli scali – Sogeaal-Alghero, Sogaer-Cagliari e Gesar-Olbia – più il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore ai trasporti Carlo Careddu.

Fusione o holding. Il punto di arrivo è far nascere una regia unica ma nessuno sa ancora quale strada potrebbe essere la migliore. È evidente la necessità che la Sardegna si proponga anche nei rapporti con le compagnie come un unico soggetto, ma la fusione fra le società di gestione – è una delle ipotesi – appare al momento complicata. Lo è ad esempio per il diverso status delle aziende. A Cagliari il pacchetto di maggioranza della Sogaer è nelle mani della Camera di commercio, mentre ad Alghero e Olbia Sogeaal e Gesar sono controllate dal fondo F2I e daMeridiana. Mettere assieme pubblico e privato è da sempre un salto nel buio, e quindi questa prima ipotesi per adesso potrebbe essere la più lontana. È invece più probabile che la Regione, controlla le quote di minoranza nei tre aeroporti, punti a una holding, capace di gestire i traffici e soprattutto in grado di diversificare l’offerta per evitare i doppioni. La Regione ha studiato da tempo un piano di trasporti interni, leggi treni, con i tre aeroporti individuati come tappe indispensabili. Ma i tempi di realizzazione della rete potrebbero essere lunghi e per questo, almeno all’inizio, l’accordo potrebbe limitarsi a far sì che la Sardegna si presenti come un unico «soggetto commerciale» nelle trattative con le compagnie aeree.

Gli ottimisti. Lo sono il presidente Pigliaru e l’assessore Careddu. Alla fine del primo incontro, il governatore ha detto: «La realizzazione di un sistema unico è un'opportunità importante per rafforzare la competitività della Sardegna nel mercato e integrare l'offerta. La Regione vuole facilitare il confronto verso questa direzione con l'auspicio di giungere in tempi rapidi a una soluzione condivisa nel rispetto dell'autonomia di tutti i soggetti coinvolti». Per l’assessore Careddu: «Abbiamo delineato da subito lo stato dell'arte e cominciato a esaminare gli scenari per un'integrazione industriale. Sappiamo che devono essere compiuti ancora degli approfondimenti sotto il profilo amministrativo, la tutela dei territori e le prerogative delle società. Lo faremo presto e subito dopo convocheremo una seconda riunione per affrontare le ipotesi possibili e arrivare, in tempi rapidi, a un reale coordinamento fra gli aeroporti». La Regione, è la sintesi, ha ribadito di voler raggiungere il traguardo entro l’anno e dalla sua parte ha l’Enac, da sempre favorevole a una triangolazione fra Alghero, Cagliari e Olbia.

I perplessi. Se di recente il presidente della Camera di commercio di Cagliari, Maurizio De Pascale, ha detto che «l’autonomia degli aeroporti va rispettata comunque», nelle società di gestione qualche spiraglio potrebbe essersi

aperto. L’ipotesi di una centrale unica commerciale, che in Puglia ha dato ad esempio ottimi risultati, è una soluzione che non dispiace. Anche se il lavoro da fare è lungo prima di arrivare all’obiettivo dichiarato dalla giunta: un’Authority degli aeroporti. (ua)
 

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