Alcoa è diventata svizzera Ceduta a Sider Alloys

La sigla dell’intesa a Roma. Previsti investimenti per 135 milioni di euro

SASSARI. Alcoa è pronta a ripartire. Ieri al ministero dello Sviluppo economico – presenti il ministro Carlo Calenda e il presidente Francesco Pigliaru – è stato firmato l’accordo per la cessione dello stabilimento di Portovesme da Invitalia al gruppo svizzero Sider Alloys. «Oggi non è una conclusione ma l’inizio di un processo e, come ho detto chiaramente ai lavoratori di Alcoa, si festeggerà quando uscirà il primo lingotto di alluminio, fino ad allora c’è solo da lavorare», ha detto il ministro dello Sviluppo economico Calenda. Soddisfatto ed emozionato Francesco Pigliaru: «È stato fatto un grandissimo lavoro. A decidere di far ripartire l’impianto è stato un imprenditore e non il governo o la Regione».

La ripartenza dopo sei anni. Dopo aver definito con Enel il contratto di fornitura di energia elettrica (dal momento che l’alluminio dovrà essere venduto a un prezzo conveniente per conquistare quote di mercato), ieri il gruppo svizzero ha formalizzato l’acquisizione degli asset dell’ex Alcoa di Portovesme. Questo significa che dopo sei anni – lo stabilimento è inattivo dal 2012 – l’impianto di Portovesme comincerà di nuovo a sfornare i pani di alluminio primario. Gli svizzeri contano di poter raggiungere la massima capacità produttiva entro 24 mesi dall’avvio dei lavori. La produzione sarà di 150mila tonnellate l’anno, destinata per l’80% al mercato italiano, nei settori dell’automotive (si punta alle case automobilistiche di fascia alta), delle costruzioni, dell’aerospaziale e del packaging. Il progetto prevede investimenti per 135 milioni di euro. «L’operazione nasce, ovviamente, per allargare la nostra attività alla produzione di alluminio, ma è anche un segnale di fiducia verso l’Italia, il mio paese d’origine», ha detto Giuseppe Mannina, amministratore delegato di Sider Alloys.

Le reazioni dei sindacati. «La firma dell’accordo è una buona notizia non solo per i lavoratori di Portovesme ma per tutto il paese – ha commentato il segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli – È stata una vittoria dei sindacati e di tutti i lavoratori. Non li abbiamo mai lasciato soli e non abbiamo permesso che la disperazione prendesse il posto della speranza. Abbiamo continuato a lottare, insieme, anche quando sembrava non ci fossero più speranze. I lavoratori di Portovesme sono un esempio di solidarietà e tenacia. Ci sono voluti cinque anni ma alla fine abbiamo vinto noi. Con la cessione di oggi si apre un nuovo ciclo per il sito industriale sardo che, è bene ricordare, è l’unico in Italia per la produzione di alluminio primario. Ora bisognerà aprire subito il negoziato con Sider Alloys su piano industriale e occupazionale». Soddisfatta anche la Fiom Cgil che si augura che «il riavvio di Portovesme diventi il volano per il rilancio industriale del Sulcis-Iglesiente, con il rilancio della centrale Enel».

Anche per la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan la firma della cessione dello stabilimento Alcoa di Portovesme a Sider Alloys «è una pagina positiva per la Sardegna e per tutto il paese. È la dimostrazione che in Italia si può e si deve continuare ad investire nei settori industriali». «I lavoratori di Portovesme, insieme alle loro rappresentanze sindacali, possono andar fieri di quanto oggi hanno ottenuto – le ha fatto eco il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso – Questa vertenza dimostra ancora una volta che la chiusura delle aziende non è inevitabile. Bisogna avere il coraggio di ascoltare i lavoratori». Plausi anche dal Pd sardo «Da oggi può iniziare il conto alla rovescia per il riavvio della produzione – ha detto il senatore Silvio Lai – Un risultato che è il frutto del lavoro sinergico di governo e Regione». Il segretario regionale del Pd, Giuseppe Luigi Cucca, ha ringraziato il ministro Calenda e il presidente Pigliaru per aver creduto in un’impresa quasi impossibile: «Un grazie anche ai tanti lavoratori che hanno lottato per vedersi riconosciuti i loro diritti».

L’assessore all’Industria. «L’accordo è un segnale importante per l’intero sistema industriale isolano, oltre che nazionale – ha sottolineato Maria Grazia Piras – Ci auguriamo che si arrivi presto alla riapertura dello stabilimento di Portovesme». Ha continuato l’assessore: «Il rilancio produttivo dello smelter di Portovesme, inoltre, sarà fondamentale per ridare slancio alle piccole e medie imprese che gravitano nel Sulcis e che hanno sofferto enormemente la crisi. Ora ci aspettiamo una rapida soluzione anche per Eurallumina, essenziale per completare
la filiera dell’alluminio, e per la vicenda che riguarda la Keller di Villacidro. Per quest’ultima stiamo lavorando affinché si possa valutare quanto prima una manifestazione di interesse concreta da parte di investitori disponibili a rilanciare lo stabilimento». (g.z.)



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