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Top 500 Sardegna: Sardegna Resorts, novità firmate Qatar per la Costa Smeralda

L'hotel Cala di Volpe

L'azienda più grande dell'isola nel settore turistico. L'ad Ferraro: restyling del Cala di Volpe, nuovo beach club, spa al Romazzino

Leader del mercato turistico per dna. Nel suo prodotto, la Costa Smeralda, un fascino e una magia senza tempo. Alle spalle un investitore come il Qatar pronto a spendere milioni di euro per riposizionare la destinazione sul mercato delle vacanze di lusso. Poi l’esclusività come valore aggiunto. E un personale ad altissimo tasso di fedeltà che conosce gusti e preferenze dei clienti. Elementi che insieme hanno portato la Sardegna Resorts a essere la prima azienda turistica in Sardegna per fatturato nel 2016 con oltre 71 milioni di euro (cifra di gran lunga superata nel 2017). La società che cura gli interessi immobiliari del Qatar a Porto Cervo ha registrato un utile di quasi 5 milioni di euro. Il segreto del successo è nelle parole dell’amministratore delegato di Sardegna Resorts, Mario Ferraro.



«Dietro questo risultato c’è il fascino e la magia della Costa Smeralda che resta la destinazione più esclusiva al mondo – dice –. La ricetta del successo sta nell’avere un prodotto turistico unico, inimitabile e irripetibile che annovera alcuni tra gli hotel più belli al mondo e con una dimensione ridotta sul mercato. Poche camere, 360, a fronte della domanda elevata di un turismo di élite che ogni anno, a luglio e agosto, fa la fila per averne una. C’è poi la capacità imprenditoriale. In questi ultimi tre anni abbiamo diversificato la strategia commerciale, abbiamo investito creando nuove iniziative per rendere la destinazione ancora più attrattiva rispetto al passato, pensando in particolare ad allungare la stagione. C’è poi alle spalle un grande investitore come il Qatar che crede nella Costa Smeralda e attraverso la sua strategia di riqualificazione la sta valorizzando».

Ferraro divide poi questo successo con il personale: 1300 dipendenti con un altissimo tasso di fedeltà. Il turn over è sotto il 15%. «Abbiamo persone che lavorano con noi da 50 anni – sottolinea –. Per i nostri clienti tornare ogni anno, essere riconosciuti ed essere accolti dalle stesse persone che ne ricordano abitudini e preferenze è un grandissimo valore. Questo ci permette di offrire un grado di personalizzazione del servizio unico e molto apprezzato». Ma Sardegna Resorts, abituata a guardare al futuro, già pensa al domani. All’orizzonte tante novità. Progetti già approvati e altri in fase di pianificazione. Un percorso spesso non facile nella burocrazia tricolore.

«Per un imprenditore straniero il primo impatto è sempre abbastanza traumatico – ammette l’ad premiato nel corso della sua carriera come miglior manager alberghiero d’Europa –. Il quadro normativo in Italia è molto complesso, spesso fatto di norme non chiare e contradditorie. La nostra società è abituata a operare con trasparenza nell’ambito di ciò che è possibile fare». Nel futuro un piano da 120 milioni di euro in cinque anni. «Alcune novità saranno visibili già nel 2018 – aggiunge Ferraro –. Apriremo una Spa all’hotel Romazzino in partnership con Clarins. Abbiamo firmato un accordo con uno tra gli operatori di beach club più famosi. Apriremo un nuovo beach club progettato da Matteo Thun a Li Itriceddi. Abbiamo firmato una partnership con lo chef stellato Antonio Mellino, proprietario del “Quattro passi”, sulla costiera amalfitana. Il nostro ristorante il Pescatore si chiamerà “Quattro passi al Pescatore”, avrà un nuovo look, un nuovo interior design e la consulenza di Mellino».

Tra i progetti anche la ristrutturazione dell’hotel Cala di Volpe. «Abbiamo iniziato i lavori nell’albergo. Stiamo realizzando 4 camere campione che saranno pronte ad aprile – sottolinea Ferraro –. Per poi passare alla ristrutturazione completa il prossimo inverno. C’è un piano di restyling dell’area esterna del Romazzino che sarà pronta ad aprile. Abbiamo tanti progetti approvati e altri in fase di pianificazione. Alcuni vedranno la luce quest’anno, altri nel 2019. Tutte le attività sono parte di un piano per il riposizionamento della Costa Smeralda sui mercati che ha come obiettivo finale, oltre all’incremento della redditività, la valorizzazione della destinazione e l’allungamento della stagione. Con una particolare attenzione ai più giovani che oggi prediligono altre mete».

Un piano studiato anche per conquistare nuovi segmenti di mercato e arrivare a una stagione di almeno sei mesi. «La Spa del Romazzino è solo il primo step di un investimento sul wellness che nei prossimi 5 anni ci porterà ad avere una Spa in tutti gli hotel – conclude il numero uno di Sardegna Resorts –. Operazione finalizzata ad attirare anche in bassa stagione la clientela che oggi non frequenta la Costa Smeralda».