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Top 500 Sardegna: turismo a gonfie vele, il nord-est dell'isola leader indiscusso

Un settore strategico: in tre anni aumento degli arrivi del 30%. In classifica prevalgono alberghi e villaggi, poche le aziende che esercitano attività complementari

Il turismo, settore strategico nell’economia sarda, sta registrando negli ultimi anni un vigoroso trend di crescita: nel 2016 si è registrato un incremento di oltre il 10% degli arrivi rispetto all’anno precedente, facendo segnare un +30% rispetto al 2013. Nella Top 500 sono classificate 26 aziende del settore turistico (di cui 16 sono imprese alberghiere) che hanno generato nel 2016 un fatturato complessivo di oltre 380 milioni di euro (valore mediano superiore ai 7 milioni) registrando una crescita sostenuta rispetto all’anno precedente. Il volume dei ricavi di vendita è infatti aumentato di oltre il 12%. Il settore presenta una profonda concentrazione: le prime 5 aziende realizzano circa il 60% del totale dei ricavi di vendita.

Apre la classifica Sardegna Resorts Srl, proprietaria degli Hotel Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo, che si attesta nel 2016 su un volume di ricavi superiore ai 70 milioni di euro (+ 8% rispetto al 2015) che la colloca alla 24ª posizione nel ranking complessivo Top 500. Seguono la Progetto Esmeralda Srl (Forte Village) in 30ª posizione (+10%), la Delphina Spa (32ª posizione), proprietaria di 8 strutture ricettive nel nord-est (+16%), e la Italiana Alberghi Srl (134ª posizione, +5%). Chiude il quintetto la Studio Vacanze Srl, azienda di supporto e assistenza turistica (135ª posizione), che ha registrato un incremento del 54% dei ricavi rispetto al 2015. Con riferimento alle imprese più grandi sembra trovare conferma il ruolo primario del nord-est della Sardegna.

A eccezione di Progetto Esmeralda le aziende più grandi del campione svolgono la loro attività nella costa nord orientale dell’Isola. La suddivisione settoriale ribadisce l’importanza delle imprese alberghiere (oltre il 75% del fatturato complessivo), seguite dai villaggi turistici (7,6%) fra cui segnaliamo Arbatax Park Resort Srl (170° posto nel ranking) e dalle imprese che svolgono attività di supporto e assistenza turistica (7,3%). Il positivo sviluppo dell’impresa turistica trova conferma nel trend evolutivo dei fatturati nel biennio 2015-2016. Con la sola eccezione di tre aziende, infatti, le imprese turistiche inserite in Top 500 hanno visto aumentare i ricavi. In tal senso spicca Albatros Srl (società che gestisce le attività alberghiere nello Yacht Club Costa Smeralda) che nel biennio osservato ha più che raddoppiato il suo fatturato.

L’analisi dimensionale fa emergere una maggiore eterogeneità. L’incremento più marcato, infatti, si è avuto nelle aziende più piccole (fatturato entro i 5 milioni di euro) che hanno registrato un più 17% rispetto al 2015. Il patrimonio netto delle aziende turistiche inserite in Top 500 ha presentato una sostanziale stabilità nel corso del biennio osservato. Il valore complessivo, infatti, ha registrato un lieve incremento fra il 2015 e il 2016, così come il valore mediano che passa dagli 11,3 milioni di euro del 2015 agli 11,6 milioni di euro del 2016. L’analisi della patrimonializzazione conferma ulteriormente l’eterogeneità dimensionale del settore e l’elevata concentrazione: le prime due aziende, infatti, da sole rappresentano circa il 50% del patrimonio netto delle aziende considerate.

L’analisi della redditività delle aziende turistiche permette di meglio comprendere la dinamica economica. Sebbene, infatti, il settore abbia visto crescere il volume dei ricavi, l’analisi del Ros – indicatore che sintetizza la capacità dell’azienda di trasformare il fatturato in redditività operativa – sembra far emergere un elemento di criticità. Il valore mediano 2016, pari al 6%, registra una flessione rispetto al 7,8% del 2015, mentre i valori medi si attestano rispettivamente a 8,7% e 7,2%. La diversità dei valori medi e mediani degli indicatori dimostra un’eterogenea performance delle aziende turistiche, come confermato dall’osservazione dei dati per le Top 25%. Queste mostrano un profilo in controtendenza poiché nel biennio considerato registrano valori mediani crescenti (dal 7,8% al 10,4), testimoniando un vantaggio delle aziende più grandi.

Maggiore stabilità, invece, mostra l’analisi del Roe – indicatore che misura la capacità delle aziende di produrre risultati economici per i soci – che si mantiene sostanzialmente invariato su valori di poco superiori al 5%. Le aziende Top 25%, pur presentando valori mediani inferiori al campione, segnano un marcato incremento passando dall’1,1% al 4% del 2016. Gli utili d’esercizio presentano un profilo in crescita. Le aziende osservate, infatti, passano dagli 89mila euro nel 2015 ai 155mila euro nel 2016. Confermando la tendenza esposta in precedenza, le aziende Top 25% registrano una crescita marcata muovendo da 60mila nel 2015 fino ai 356mila nel 2016.

L’analisi delle fonti di finanziamento utilizzate dalle imprese turistiche evidenzia una tendenziale riduzione del loro indebitamento, che passa dal 73,1% del 2015 al 62% del 2016. Le aziende Top 25% presentano un profilo più stabile e leggermente in crescita. Il loro indebitamento mediano è cresciuto dall’83,7 all’86,1%. Il peso degli oneri finanziari – il costo sostenuto dalle aziende per l’ottenimento del credito – registra una flessione fra il 2015 e il 2016 (riduzione del valore mediano di oltre il 35%).

La fotografia del settore turistico operata dalla classifica Top 500 ci restituisce un settore in crescita, che sta profittando dello sviluppo del mercato ricettivo sardo, sebbene non omogeneo. I dati analizzati fotografano un insieme di aziende che presenta elementi di diversità. In primo luogo, le imprese presentano un profilo dimensionale piuttosto diverso poiché poche di esse hanno un peso ponderale determinante. In secondo luogo, l’attività prevalente esercitata è quella di tipo ricettivo (alberghi e villaggi turistici) mentre minore è il numero e la dimensione delle aziende che esercitano attività complementari all’industria dell’ospitalità.



* L’analisi dei bilanci è stata curata da un gruppo di lavoro del Dipartimento di scienze economiche e aziendali dell'Università di Sassari - Dipartimento di Eccellenza 2018-2022