Il Papa ai futuri preti sardi: ascoltate la voce dei poveri

Bergoglio ha ricevuto in Vaticano i vescovi isolani e 80 giovani seminaristi

ROMA. Essere «operai nella messe del Signore, sacerdoti che sappiano lavorare insieme, anche tra diocesi diverse». Ecco il mandato che il Papa ha affidato agli 80 giovani chierici del Pontificio seminario sardo, ricevuti ieri mattina in udienza privata in occasione del 90esimimo anniversario di fondazione della scuola regionale di formazione del clero. Questa unità umana e pastorale è particolarmente preziosa «per una regione come la Sardegna, intrisa di fede e di tradizioni religiose cristiane, e che necessita – ha detto papa Francesco – anche a motivo della condizione di insularità, di una cura speciale delle relazioni tra le diverse comunità diocesane».

Guidati dai vescovi sardi e dal rettore del seminario regionale, don Antonio Mura, alle 12 di ieri 80 seminaristi sardi – all’incontro in Vaticano hanno partecipato anche le suore che curano l’organizzazione interna della “fabbrica dei preti” e alcuni collaboratori laici – nella sala Clementina del palazzo apostolico sono stati ricevuti in udienza privata da papa Francesco, accolto dal canto “Is Settis spadas” del coro polifonico liturgico dei chierici. Dopo il saluto iniziale del presidente dell’episcopato sardo, monsignor Arrigo Miglio, il discorso papale, non certo di prammatica, è entrato nel cuore dei problemi isolani. Il Sommo Pontefice conosce molto bene chiesa e società sarde, per averle visitate meno di 5 anni fa. A ogni incontro con i vescovi regionali papa Francesco non manca di informarsi soprattutto sulla questione lavoro.

Anche ieri il Pontefice ha richiamato nel suo intervento «le odierne povertà materiali e spirituali che rendono ancora più importante quello che sempre è stato richiesto, e cioè che i pastori siano attenti ai poveri, capaci di stare con loro, con uno stile di vita semplice, affinché i poveri – ha sottolineato – sentano che le nostre chiese sono in primo luogo la loro casa».

Quando papa Francesco incontra i giovani che si preparano al sacerdozio indica sempre la rotta pastorale e formativa da seguire. «Vi incoraggio a prepararvi fin d’ora a diventare – ha detto il Pontefice – preti della gente e per la gente, non dominatori del gregge a voi affidato , ma servitori. C’è tanto bisogno di uomini di Dio che guardino all’essenziale, che conducano una vita sobria e trasparente, senza nostalgie del passato, ma capaci di guardare in avanti secondo la sana tradizione della Chiesa». In un momento, piuttosto lungo, di crisi delle vocazioni, che sta modificando l’organizzazione delle diocesi isolane, «le speranze della Chiesa sarda – ha aggiunto il papa rivolto direttamente ai seminaristi – in modo particolare sono riposte in voi. Camminate con gioia, tenacia e serietà in questo percorso di formazione, per assumere la forma di vita apostolica, che sappia rispondere alle odierne esigenze dell’evangelizzazione».
Al termine dell’udienza, alla quale ha partecipato anche monsignor Angelo Becciu, sostituto della segreteria di stato, il Papa ha saluto singolarmente i seminaristi mentre nella sala Clementina risuonavano le voci del coro del seminario che cantava “Deus ti salvet Maria”.

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