La rivincita del gin sardo: vendite al top negli Usa

Il distillato inserito nella guida del Gambero Rosso Il segreto: è l’unico al mondo prodotto con bacche di ginepro selvatico 

SASSARI. Anche in Sardegna è scoppiata la mania del gin. Il distillato preferito dalla Regina Elisabetta e adorato da Hemingway sta conquistando anche i sardi. I ristoranti lo propongono liscio, a fine pasto. Mentre i barman lo reinventano nei cocktail. Il merito della grande rinascita del gin, anche nell’isola, è di alcuni imprenditori lungimiranti che hanno riscoperto “il re degli spiriti”. E lo hanno reintepretato dandogli una identità tutta sarda. Il gin made in Sardinia, infatti, è prodotto rigorosamente con le bacche di piante di ginepro selvatico, raccolte a mano e cresciute spontaneamente sulla costa occidentale dell’isola, la più battuta dai venti. Quelle bacche, ricoperte dalla salsedine, danno infatti al gin un sapore sapido e unico che sta conquistando gli intenditori, anche all’estero.

Tra i migliori gin italiani. Se ne sono accorti anche gli esperti della rivista “Gambero Rosso”. Nell’elenco dei 15 gin italiani da provare assolutamente ce n’è anche uno sardo: “Solo wild gin”, prodotto da Pure Sardinia, un’azienda di Sassari. Si tratta di un gin puro – c’è anche una versione invecchiata, “Doro gin” – prodotto con bacche di ginepro selvatico raccolte nell’isola. Nessuna aggiunta di erbe aromatiche, solo ed esclusivamente ginepro. Il risultato è un gin puro, dal sapore caldo.

Una pianta di ginepro selvatico. Il...
Una pianta di ginepro selvatico. Il gin sardo viene prodotto unicamente dalle bacche, senza aggiunte di erbe aromatiche


«È come bere un sorso di Sardegna – scherza il produttore Flavio Porcu, 49 anni, gran conoscitore del settore, che si è lanciato nell’avventura tre anni fa – Era un’idea che mi frullava in testa da tempo. Trovavo assurdo che la Sardegna, dove cresce uno dei ginepri migliori del Mediterraneo per qualità, non avesse un suo gin. E così ho provato a farlo io». Il suo coraggio e la sua testardaggine («In tanti mi dicevano che ero matto») sono stati premiati. Oggi Flavio Porcu con la sua etichetta esporta il suo gin puro al 100% in tutto il mondo: negli Stati Uniti, in Australia, in Belgio, Olanda, Spagna, Giappone e addirittura in Gran Bretagna, la patria del gin. «Quella degli Stati Uniti è stata una vera e propria scommessa – racconta – In pochi mesi abbiamo ricevuto ordini per un totale di 12mila bottiglie. Non potevo crederci. Anche perché il costo è medio-alto. Per capirci, una bottiglia di “Solo wild gin” costa più di una della Hendrick’s, il gin inglese più conosciuto e apprezzato al mondo». Il gin di Flavio Porcu si trova in vendita anche all’Eataly di Los Angeles. Ed è protagonista dei cocktail dei locali più famosi. Al Trussardi di Milano è addirittura il primo della lista nell’House gin. Apprezzatissimo anche dai mixologist di Armani Bamboo Caffe e di Rita, uno dei cocktail bar più famosi di Milano.

Puro al 100%. Ma perché il gin sardo piace così tanto? «È l’unico al mondo prodotto con bacche di ginepro selvatico, che danno al gin un gusto unico e inconfondibile – spiega Porcu – Gli altri gin di gamma alta, come il Gordon e il Bombay, storiche etichette inglesi, comprano sì il ginepro in Italia, ma dai vivaisti umbri e toscani. Noi, invece, utilizziamo solo le bacche selvatiche raccolte sulla costa occidentale dell’isola. Per capirci, è la stessa differenza che c’è tra un prodotto industriale e uno artigianale». Flavio Porcu il suo gin lo distilla e lo imbottiglia a Zeddiani, negli stabilimenti Silvio Carta. «Anche loro producono un gin “Ginu” che, a differenza del mio, è aromatizzato. Io invece ho voluto puntare sul gin puro, senza aggiunte aromatiche. Rivalità? No, siamo grandi amici. Ho lavorato per loro per anni. E poi il mercato del gin è in forte crescita. C’è spazio per tutti con tutto il ginepro che c’è in Sardegna».
 

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