La festa di “su dottori” che compie 100 anni

Villasiumius, Paolo Cabasino ha lavorato come ufficiale medico a bordo della Amerigo Vespucci

VILLASIMIUS. Paolo Cabasino “su dottori”, ha raggiunto il secolo di vita. Il neocentenario, ultimogenito di dieci fratelli, è nato a Genoni il 15 febbraio del 1918. Ha avuto una infanzia felice pur essendo rimasto orfano di padre quando aveva pochi mesi. Durante la seconda guerra mondiale si è arruolato, come volontario, in marina. Ha prestato servizio in una torpediniera di stanza nel porto di Massaua, in Eritrea, e successivamente nei velieri Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo, oggi navi scuola della marina militare. Paolo Cabasino si è laureato in medicina e chirurgia nel 1950 e alcuni mesi dopo è stato nominato medico condotto, ufficiale sanitario del comune di Villasimius, il paese della costa sud orientale, del quale si è innamorato a prima vista, affascinato e incantato dalla incomparabile bellezza del paesaggio ancora incontaminato, e nel quale ha deciso di stabilirsi. Paolo Cabasino a Villasimius ha conosciuto e si è innamorate di Adalgisa (Gisa) Vacca, un’insegnante elementare, che ha sposato nel 1952 e lo scorso anno hanno festeggiato il sessantacinquesimo anniversario di matrimonio. Dall’unione sono nati due figli: Walter, medico di famiglia come il padre a Pula ed ex sindaco della cittadina della costa sud occidentale, e Rossano, generale dei carabinieri in pensione. Da medico, il neo centenario, molto disponibile e coscienzioso, era stimato da tutti suoi pazienti. Un medico che si è adattato, perché costretto a causa della lontananza dagli ospedali di Cagliari raggiungibili attraverso una strada tortuosa, a fare tutto. Dal ginecologo all’ostetrico, dal dentista all’ortopedico. Paolo Cabasino è andato in pensione nel 1988 dopo 38 anni di carriera. Da quando è andato in pensione si è dedicato a uno dei suoi hobby preferiti, il giardinaggio. Ogni giorno insieme alla moglie Gisa fa una salutare passeggiata. Gli piace tenersi informato. Legge il giornale e guarda la televisione. È ancora autosufficiente. Trascorre l’inverno a Cagliari e le altre tre stagioni a Villasimius. È una buona forchetta, mangia di tutto, preferisce gli alimenti genuini e non adulterati, e a pasto sorseggia mezzo bicchiere di vino che, sostiene, “fa buon sangue”. Ha sempre evitato di compiere stravizi. Pratica giornalmente un po di attività fisica e non svolge vita sedentaria. «Sono gli ingredienti, insieme ad una vita serena e tranquilla, che, oltre il dna, mi hanno permesso di raggiungere il secolo di vita e che ritengo siano il segreto della longevità – sottolinea Paolo Cabasino. Il neo centenario è stato festeggiato dalla moglie, dai figli, dalle nuore, dai 4 nipoti, due dei quali portano il suo stesso nome, Simona e Silvia, e dai due pronipoti Gabriele
e Viola. Tra i primi ad esternargli gli auguri il comandante dell’Americo Vespucci, il capitano di vascello Roberto Recchia. Paolo Cabasino ha gradito le telefonate di molti suoi pazienti e la visita, tra gli altri, del presidente dell’ordine dei medici della provincia di Cagliari.

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