In cella la banda della coca giro d’affari da 3 milioni

Quindici arresti, i fratelli Arzu di Arzana i capi. Legami con la ’ndrangheta

CAGLIARI. Il 10 febbraio nel porto di Olbia era stata incastrata l’ultima tessera del puzzle che ha portato, ieri mattina all’alba, all’arresto di 15 componenti l’associazione di trafficanti di droga che il colonnello dei carabinieri Luca Menniti, comandante provinciale di Cagliari, ha definito “la maggiore organizzazione nel traffico di cocaina operante in Sardegna”. Allo sbarco da un traghetto di linea all’Isola Bianca, i carabinieri della compagnia di Carbonia e i Cacciatori di Sardegna avevano intercettato e arrestato il pensionato Renato Antonietti, 68 anni, di origini sarde ma residente in Lombardia, con 5 chili e mezzo di cocaina purissima nascosta nel bagagliaio della sua Opel Corsa, destinata ad acquirenti sardi. È stato questo il passaggio finale che ha portato alla firma dei mandati di arresto da parte della direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Altri cinque componenti l’organizzazione intercettati con la droga durante il trasporto nell’isola come appunto il pensionato fermato a Olbia, erano già finiti in manette precedentemente.

L’operazione. I numeri dell’operazione “Ichnos” dei carabinieri di Carbonia, diretti dal capitano Lucia Dilio, sono significativi: 85 chilogrammi di cocaina movimentati da settembre 2017 all’inizio di febbraio, di cui 16,5 chili recuperati dai militari (più 1,5 di eroina), 3 milioni e 200mila euro di euro investiti dalla banda per importare lo stupefacente (la cocaina al 93% di purezza) dalla penisola e ricavarne almeno 6 o 7 con la vendita al dettaglio. A rifornire il sodalizio sardo erano canali della ‘Ndrangheta e della criminalità albanese che operano in Lombardia e nel Lazio e con cui l'organizzazione sarda faceva gli affari.

Quindici arresti. A capo della banda c'erano due vecchi clienti della “giustizia”: Sandro Arzu, 49 anni, di Arzana ma residente a Sestu , che ha scontato 26 anni di carcere per aver ucciso l’assassino del padre, e Alessandro Ghisu, 30enne di Ghilarza, nel cui curriculum giudiziario c’è anche una rapina a mano armata nelle Poste di Olbia. I loro complici arrestati sono Italo Arzu (52 anni), Luca Arzu (44), Roberto Arzu (51), tutti di Arzana e fratelli di Sandro, Pietro Fadda (32enne, di Alghero residente a Thiesi), Bruno Fanni (60 anni, di Tortolì), Andrea Ferreli (41enne, anche lui di Arzana), Salvatore Muntone (34 anni, di Nuoro), Sebastiano Nuvoli (33, di Sindia), Graziano Obinu (33, di Sindia e residente a Nuoro), Vincenzo Piras (41, di Arzana), Giovanni Piu (34, di Sassari), Alessandro Tedde (32, di Sassari), Luca Zedde (28, di Sorgono). Tutti devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’isola divisa in due. L’organizzazione si era suddivisa l’isola in due parti su cui canalizzare lo stupefacente, la zona nord e la zona sud. Per la provincia di Sassari e parte di quella di Nuoro, tirava le fila Alessandro Ghisu con il suo gruppetto di sodali, altrettanto faceva in provincia di Cagliari e in Ogliastra Sandro Arzu, che poteva contare sui suoi tre fidatissimi fratelli e un cugino (Ferreli). Le indagini erano iniziate a settembre con l’arresto da parte dei carabinieri di Carbonia di uno spacciatore che operava sulla piazza di Cagliari e si sono allargate a macchia d'olio. I meccanismi della catena di distribuzione della droga al nord e al sud sono stati individuati con intercettazioni ambientali, telefoniche e informatiche, e con i tradizionali pedinamenti e appostamenti dei Cacciatori di Sardegna nelle aree impervie del Nuorese e del Cagliaritano. I quindici arrestati ieri hanno raggiunto in carcere altri cinque uomini della banda: il 14 novembre a Sindia era stato arrestato il corriere Leonardo Saba che trasportava 6 chili di cocaina verso il Cagliaritano; il 22 novembre nel porto di Olbia era finita nelle mani dei carabinieri una giovane coppia di corrieri, Mattia Cocco e Claudia D’Andrea,
che portavano in Sardegna 1 chilo e mezzo di eroina; il 27 gennaio a Barisardo fermato Diego Lai con 2,3 chili di cocaina; infine il 10 febbraio il pensionato Renato Antonietti bloccato all’Isola Bianca con 5 chili e mezzo di cocaina. Tutta la droga era destinata alla ditta Arzu-Ghisu.

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