Nella Sardegna dei ristoranti trionfa l'Hub di Macomer

ll locale si è aggiudicato il primo premio della rassegna "Isole del Gusto"con 52 partecipanti. Cicalò, Unioncamere: nel sistema turistico il mangiare ha un ruolo importante

ORISTANO. È un ristorante di Macomer, “Hub Ristorante” ad essersi aggiudicato il primo premio assoluto (secondo, “Il Caminetto” di Cabras, terzo “Sa Barracca” di Quartu Sant’Elena) della prima edizione regionale “Isole del Gusto”, realizzata da Unioncamere con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

Ieri, nel corso della cerimonia di premiazione, nella sede della Camera di commercio di Oristano, la ristorazione sarda ha dimostrato di poter conquistare ancora premi ed elogi, ma anche tante critiche. Non è stata affatto clemente la giuria di esperti della prima edizione regionale di “Isole del Gusto”, la rassegna nata a livello locale 13 anni fa da un progetto della Camera di Commercio di Oristano e che per la prima volta, nell’edizione 2017, ha visto lavorare assieme tutti e quattro gli enti camerali della Sardegna. I 52 ristoranti che hanno partecipato all’iniziativa (10 della circoscrizione provinciale di Sassari, 8 di Nuoro, 18 di Oristano e 16 di Cagliari), proponendo un menù basato su ricette tradizionali, con piatti realizzati utilizzando materie prime locali, hanno accettato una sfida non semplice: sottoporsi al raggi X non solo dei clienti, ma anche di una giuria tecnica composta da otto giurati scelti dalle Camere di commercio sarde: Giuseppe Izza, tecnologo e sommelier, Marisa Uras, sommelier e Master alma, Alessandra Guigoni, antropologa e blogger, i giornalisti della stampa specializzata Raimondo Mandis e Giovanni Fancello e Gilberto Arru, il foodblogger Tommaso Sussarello e la sommelier e degustatrice, Vanna Deiana.

Intervenendo alla consegna dei premi, alcuni dei giurati, Alessandra Guigoni, Giovanni Fancello, Giuseppe Deidda e Raimondo Mandis, hanno sollevato alcune critiche sulla qualità di alcuni piatti serviti. «Mi è capitato uno scorfano che sapeva di baccalà», ha raccontato Giovanni Fancello, ma anche di prodotti non sempre locali come l’olio d’oliva. Critiche anche sulla compilazione dei menù «Scritti molto spesso in un sardo italianizzato: troppe volte “fregula” diventa fregola, che non è una pasta, ma indica «l’ardente desiderio sessuale degli animali» ha raccontato Giuseppe Deidda, provocando l’ilarità del pubblico.

Giudizi non sempre positivi ma costruttivi per una iniziativa che non può essere autoreferenziale, ma di stimolo alla ristorazione sarda a raggiungere livelli di eccellenza superiore. Il tutto nell’ottica, come ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Nuoro, Agostino Cicalò, di riuscire a creare «un modello di sistema turistico dove il mangiare non sia un passaggio irrilevante. Vogliamo – ha detto – stimolare gli operatori a raccontare la Sardegna attraverso il cibo». Insomma: un buon piatto tradizionale può valere una vacanza, soprattutto se in bassa stagione.

«Non è un caso – ha aggiunto Nando Faedda, presidente della Camera di Oristano – che questo evento si tenga in periodi lontani da quelli classici del turismo e i risultati, circoscritti nel nostro territorio dove la rassegna è nata, hanno dato risultati interessanti proprio sulla presenza di turisti».

L’idea è quella di far diventare l’evento un vero e proprio volano di un’economia, quella enogastronomica e delle produzioni tipiche locali, tale da poter diventare, come ha spiegato il segretario generale della Camera di Oristano, Enrico Massidda, punto di forza della nostra economia.

Tanti i premi assegnati: Il Bambù, Sa Schidonada e Kasteddu sono i ristoranti cagliaritani premiati a livello provinciale. Per Nuoro primo classificato l’Hotel Marghine di Macomer, al secondo posto l’hotel Orlando di Villagrande Strisaili e al terzo La Locanda Sa Veletta di Siniscola.

Per Oristano premiati Birrificio Horo di Sedilo, Cibò Quibò di

Terralba e Mistral 2 di Oristano.

La Camera di commercio di Sassari ha premiato “Al Corso” di Ittiri, il ristorante “Piazza Garibaldi” di Porto Torres e il “Nautilus” di Alghero. Menzioni tecniche, infine, a “L’Ulivo” di Gonnosfanadiga, “Era Ora” di Arborea e “Bella Bé” di Sassari.

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