Traffico di droga e armi: in 41 davanti al giudice

La banda sardo-emiliana voleva “sequestrare” la salma di Enzo Ferrari

CAGLIARI. Droga da ogni angolo d’Italia, ma anche traffico di armi potenti come i famosi Ak47 Kalashnikov, piani avanzati per mettere a segno rapine a portavalori e caveau, più un progetto di sequestro anomalo, per quanto non inedito: quello della salma di Enzo Ferrari, il mitico fondatore del marchio d’auto da corsa più famoso al mondo.

Il capo della banda. Il presunto capo della banda, che faceva base a Orgosolo e secondo la Dda rivendeva gli stupefacenti in mezza Sardegna, è il nuorese Giovanni Antonio Mereu (48 anni), noto Gianni-Caddina, emigrato da tempo in Emilia Romagna che l'altro giorno ha partecipato all’udienza preliminare davanti al giudice Maria Alessandra Angioni attraverso la videoconferenza.

Imputato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e detenuto al carcere di Parma, legge alla mano dovrà seguire il processo a distanza. I suoi difensori, gli avvocati Beatrice Goddi e Antonio Tuccari, hanno annunciato per lui la scelta del rito abbreviato, una delle poche certezze emerse in un’udienza-fiume aperta di primo mattino nell’aula della Corte d’Assise e conclusa solo a tarda sera con quattro imputati presenti sui 41 al bivio del giudizio. In un groviglio di questioni preliminari il giudice ha deciso di accogliere quella dell’avvocato Paola Minerva, che ha chiesto il trasferimento della posizione di Edoardo Sari (75 anni) di Graffignana (Lodi) al tribunale di Parma.

Per gli altri 40, la maggior parte sardi del Nuorese, la scelta del rito verrà ratificata all’udienza del 7 marzo: 16 hanno annunciato che andranno all’abbreviato, molti altri chiederanno di patteggiare la pena. Chiusa questa fase, il pm Gilberto Ganassi farà le sue richieste di pena e di rinvio a giudizio.

L’esistenza della banda Mereu divenne pubblica all’alba del 28 marzo 2017, quando i carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro portarono a termine una vasta operazione di polizia in diversi centri della Sardegna, dell’Emilia Romagna, della Lombardia, del Veneto e della Toscana. Vennero eseguite 34 ordinanze di custodia cautelare. Le indagini successive agli arresti allargarono il campo delle accuse e il numero degli indagati: al giudizio ne sono arrivati 41. L’accusa contestata a Gianni Mereu è di aver promosso, costituito, finanziato, organizzato e diretto un’associazione per delinquere con base a Orgosolo per il traffico di cocaina, eroina, armi da sparo comuni e da guerra in collegamento coi trafficanti calabresi capeggiati da Franco Riillo.

Gli imputati. Imputati con diversi livelli di responsabilità di aver partecipato alle attività illegali della banda sono Giovanni Antonio Mereu (48 anni) di Orgosolo, Pasquale Musina (40), Giovanni Antonio Musina (44) di Orgosolo, Antonio Mereu mannu, (27), Antonello Mereu minore (27) e Antonio Francesco zizzu Mereu (55) di Orgosolo, Giovanni Succu (50) di Nuoro), Antonio Francesco Pipere (52) di Orgosolo, Francesco Riillo (46) di Viadana (Mn), Giuseppe Mattei (56) di Cadoneghe (Pd), Danilo Mazoni (46) di Sorgono, Paolo Paris, (52) di Stanghella (Pd), Renato Bazzan (58) di Conselve (Pd), Willy Bazzan (29) di Conselve (Pd), Cesare Agresti (66) di Traversetolo (Pr), Stefano Agresti (32) di Traversetolo (Pr), Salvatore Devias (46) di Orgosolo, Antonino Modafferi (37) di Parma, Velio Tomaso Marini (53) di Orgosolo, Vittorio Scano (45) di Orani, Giulio Cesare Mulas (46) di Tertenia, Agostino Pudda (66) di Montechiarugolo (Pr), Marco Arzu (34) di Talana, Roberto Mezza (50) di Fombio (Lo), Lucio Baltolu (57) di Alà dei sardi, Andrea Piredda (58) di Nulvi, Peppino Puligheddu (52) di Orgosolo, Gentijan Tusha (35), albanese, Gaetano Friio ( 51) di Viadana (Mn), Giampiero Serra (56) di Sogliano al Rubicone (Fc), Antonio Giordano (52), Giulio Cesare Mulas (46) di Tertenia, Rosario Giordano (28) e Ruggero Piero

Giordano (25) di Gattatico (Re), Costantino Nieddu (64) di Nuoro, Vincenzo Sini (50) di Orgosolo, Enrico Chicco Brau (47) di Nuoro, Massimo Solito (56) di Conselve (Pd), Edoardo Sari (74) di Graffignana (Lo), Luciano Canu (75) di Burgos, Raffaele Paladini (54) di Saonara (Pd).
 

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