Regione e ministero accelerano sul metano, a Porto Torres il nuovo rigassificatore

Per il presidente della giunta Francesco Pigliaru si è fatto avanti un passo decisivo. C'è stato un avvicinamento tra le due società che gestiranno la nuova infrastruttura. Eni metterà a disposizione aree e impianti nella zona industriale

SASSARI. Se ne parla dal 1999. Nel 2016 era arrivato il primo annuncio direttamente dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru: «I sardi avranno il metano entro il 2018». Un impegno difficile da rispettare ma che, comunque, ha registrato un'accelerazione decisiva. La società che deve realizzare la dorsale ha ottenuto il via libera e uno dei rigassificatori che servivano per completare la rete è uscito dal campo delle ipotesi e ha finalmente una casa probabile, oltre che possibile, a Porto Torres. Altri due passi in avanti dopo la firma del Patto con la Sardegna, che aveva destinato all'isola i fondi - un miliardo e mezzo di euro - per la realizzazione di un metanodotto atteso da vent'anni.

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Dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) è arrivata la notizia dell'avvicinamento sul progetto presentato dalla Snam, società leader in Europa nella realizzazione e nelle gestione integrata delle infrastrutture del gas naturale, e la Sgi, la Società gasdotti Italia che quindi non si faranno concorrenza sul progetto.

L'Eni, inoltre, potrebbe dare una casa all'impianto a cui spetterà il compito di riportare il metano allo stato gassoso, dato che i trasporti si effettuano allo stato liquido. Secondo la Regione, Eni avrebbe "manifestato l'intenzione di mettere a disposizione le strutture e le aree per la realizzazione di un terminale di rigassificazione nell'area di Porto Torres".

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