Teti, attentato incendiario contro l’auto di un assessore

Porcu era a una riunione di giunta. Ennesima intimidazione a un politico

TETI. La risposta del partito degli attentatori alla voglia di sicurezza e legalità, mai così sentita, arriva puntuale a beffarda: l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti di un amministratore comunale nell’isola è stato messo a segno questa volta a Teti, nel Nuorese. Vittima di turno l’assessore Alberto Porcu, 44 anni, imprenditore, la cui automobile, una Volkswagen Golf, è stata data alle fiamme giovedì sera, intorno alle 20,30, mentre stava partecipando a una riunione di giunta comunale. La vettura era parcheggiata nella centralissima via Roma ma questo non ha scoraggiato i criminali.

È stato lo stesso Porcu a comunicare la notizia dell’attentato ai colleghi dell'amministrazione. Sul posto si sono recati i carabinieri della stazione di Teti, gli uomini del reparto operativo della Compagnia di Tonara agli ordini del maggiore Marco Pini e i vigili del fuoco di Sorgono. Eseguiti i rilievi di legge, sono state avviate immediatamente le indagini. Risale a poche settimane fa la visita del ministro dell'Interno Marco Minniti a Nuoro, proprio per discutere del fenomeno degli attentati agli amministratori. Quasi una sfida.

Si cerca di capire il movente del gesto e se sia legato all'attività politica di Porcu. Un gesto eclatante, spavaldo, considerato anche l’orario e i rischi corsi da chi lo ha messo in atto. Un affronto alla comunità intera, che ha grande stima dell’assessore preso di mira, molto conosciuto anche per la sua attività di imprenditore del settore agroalimentare. Porcu fa parte della squadra guidata dal sindaco Costantino Tidu, vincitore delle elezioni dello scorso giugno.

L'interessato non sa spiegarsi l'accaduto, afferma di non avere nemici e di non comprendere le ragioni di un atto che ha gettato scompiglio nella comunità barbaricina. «Non possiamo che dichiararci solidali – ha detto il sindaco Costantino Tidu – e stare vicini ad Alberto Porcu, siamo di fronte a un atto vergognoso che va condannato senza mezzi termini. Occorre riflettere tutti insieme su quanto accaduto, ma anche avviare una battaglia culturale per far si che simili episodi non accadano mai più». All'appello di Tidu il paese ha risposto subito prendendo parte a un incontro nella stessa serata. Un segno tangibile di stima verso Porcu e un no secco alla logica della violenza, che sta colpendo chi si fa carico di una missione non certo remunerativa come quella di amministrare i piccoli centri.

«Vogliamo dare immediata attuazione – dice il presidente della Regione Francesco Pigliaru –, all'Accordo per la promozione della sicurezza integrata sottoscritto a Roma con il ministro Minniti e ai successivi Patti territoriali firmati a Sassari per contrastare e prevenire fenomeni criminali come quello di cui è stato vittima l’assessore Porcu, a cui esprimo la mia personale solidarietà e la vicinanza dell’istituzione regionale». Quindi il presidente del Cal Andrea Soddu: «Ci ritroviamo a commentare l’ennesimo attacco nei confronti di un amministratore pubblico. I patti per la sicurezza sono da accogliere positivamente ma da soli non bastano. Occorre il ripristino della legalità, nulla giustifica le azioni violente di chi si muove nell’ombra. Al nostro collega va tutta la mia solidarietà e quella del Consiglio delle autonomie locali».

Emiliano Deiana, presidente regionale dell’Anci, ha telefonato a Porcu e ha scritto: «Ancora una volta gli amministratori sardi vengono risucchiati in una spirale di violenza senza senso: con sempre
più responsabilità e sempre meno poteri e risorse. Ancora una volta siamo qui a chiedere maggiori mezzi tecnologici per la deterrenza e le indagini, maggiore presenza di polizia e carabinieri sul territorio e investimenti decisivi per sviluppo, occupazione e contrasto alla povertà».

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