Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

«No a esuberi e chiusure» MediaWorld si ferma

A Sassari e Sestu adesione massiccia dei dipendenti allo sciopero nazionale Decine di occupati in bilico nell’isola. Da maggio stop all’indennità domenicale

SASSARI. Mobilitazione nell’isola dei lavoratori di MediaWorld, che fa capo alla catena di elettronica Mediamarket, contro gli annunciati esuberi, trasferimenti forzati e chiusure dei punti vendita. Ieri a Sestu e a Sassari, lo sciopero indetto dai sindacati del commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a livello nazionale, ha raccolto un’ampia adesione. «Tra i 45 dipendenti sassaresi la partecipazione è stata praticamente totale, del 95 per cento», ha garantito Maria Giovanna Mela, segretaria Fisascat; a Sestu, dice Cristiano Ardau della Uil, «ha sfiorato il 65 per cento dei 50 addetti».

«MediaWorld taglia i prezzi e anche il personale», diceva il volantino distribuito a Sassari dai lavoratori che hanno manifestato davanti all’ingresso del punto vendita con le bandiere della Fisascat e i fischietti indossando cartelli e la maglietta rossa con la quale, appena l’anno scorso, avevano festeggiato i 25 anni di attività del punto vendita. Per le lotte sindacali nel negozio nella galleria Auchan di Predda Niedda è stata una giornata insieme amara e storica. È la prima volta, infatti, che viene attuato uno sciopero. Quando, tre anni fa, vennero accettati i contratti di solidarietà e alcune uscite volontarie, non ci fu alcuna azione dimostrativa. Si accettarono i sacrifici con la convinzione che avrebbero aiutato l’azienda a superare il momento di crisi finanziaria. Così non è stato. Ad aprile scadranno i contratti di solidarietà, applicati in tutti i 16 punti vendita nazionali per evitare il rischio di licenziamento di circa 1000 dipendenti, e Mediamarket ha fatto sapere che quei sacrifici non sono bastati e ha annunciato nuovi esuberi per un totale di 130 unità corrispondenti ai full time (che a livello nazionale però crescono perché vanno calcolati anche i part time) e che a Sassari dovrebbero essere nell’ordine di una decina. Dal primo maggio prossimo, poi, non applicherà più la maggiorazione domenicale. Un bel regalo nella giornata di festa dei lavoratori.

Il bilancio del 2017 è stato negativo, con perdite per 17 milioni, ma i sindacati hanno a più riprese chiesto la presentazione di un valido piano aziendale e fatto proposte per salvare i posti di lavoro: «Le vendite on line non hanno dato i risultati sperati, la riduzione degli organici ha fatto perdere clienti, servono negozi di dimensioni più ridotte per stare nel mercato». «Abbiamo sollecitato notizie sul ricavi a Sassari, ma non ci vengono forniti dati specifici sui quali poter fare un ragionamento», afferma Maria Giovanna Mela. Dal luglio del 2017, sostengono tutti i sindacati, Mediamarket non ha più continuato il confronto. «Il Sassarese non può permettersi altri disoccupati – affermavano ieri durante la manifestazione Alessandro Marcellino e Pier Luigi Ledda, segretario generale Cisl –. E lavoratrici e lavoratori hanno il diritto di conoscere il loro futuro. Solo su questa base si può lavorare».