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Caos vaccini alla Materna via da scuola 50 bambini

Disagi nel Cagliaritano per l’applicazione della legge, tutto ok nel resto dell’isola

SASSARI. Alcune decine di bambini – si stima una cinquantina – rimandati a casa perché non in regola con le vaccinazioni. Una situazione abbondantemente prevista da alcuni, inaspettata da altri. Perché, assicurano i genitori “i vaccini obbligatori sono stati fatti”. Succede tutto nel Cagliaritano, l’unica area dell’isola dove la scadenza del 10 marzo ha creato confusione negli asilo nido e nelle scuole materne. Gli unici istituti dove, per via della legge Lorenzin, possono avere accesso soltanto i bambini vaccinati. In attesa di conoscere esattamente i numeri e le singole situazioni, è evidente un aspetto: la normativa è stata applicata alla lettera solo in alcuni casi. È così successo che alcuni bambini siano stati respinti perché hanno esibito soltanto il libretto che attesta le vaccinazioni fatte. E non invece la certificazione firmata dalla Assl.

Scuole nel caos. Spiega Luca Cancelliere, direttore scolastico provinciale di Cagliari, relativamente a quanto accaduto in diverse scuola distribuite tra città metropolitana provincia del sud Sardegna, Sulcis Iglesiente e Medio Campidano: «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dalle scuole del territorio. Alcune decine di genitori non hanno esibito il certificato rilasciato dalla Assl che attesta la regolarità delle vaccinazioni. Sapevamo che c’era un problema nel ritardo di tali certificati, per questo il 19 gennaio io stesso avevo inoltrato una circolare alle aziende sanitarie nella quale invitavo a provvedere con celerità al rilascio della documentazione richiesta». Qualcosa però è evidentemente andato storto. Non si spiega diversamente come soltanto nel Cagliaritano, che rappresenta il 46% della popolazione studentesca nella fascia d’età 0-6 anni, si siano verificati così tanti problemi. Al momento infatti non ci sono segnalazioni di particolari disagi dagli altri territori.

Niente vaccini. Una quota dei circa 50 bambini non è stata vaccinata entro il tempo stabilito né lo sarà in seguito. In questo caso, in assenza della volontà di rispettare quanto prescrive la legge, i bambini non possono frequentare l’asilo nido o la scuola materna. Non essendo scuole dell’obbligo, i dirigenti scolastici sono obbligati a rimandarli a casa.

Niente certificati. Un’altra quota dei 50 bambini è invece formata da quelli che sono in regola ma non l’hanno dimostrato per tempo. Alcuni dirigenti infatti non hanno dato il via libera all’ammissione con il solo libretto, giudicato invece sufficiente nella maggior parte degli istituti scolastici. Negli ambulatori della Ats-Assl Cagliari c’è stato un grande afflusso, ma nonostante i solleciti non tutte le richieste sono state accolte: «Siamo molto soddisfatti della risposta dei cittadini e dell'ampia adesione registrata - dice Silvana Tilocca, responsabile del Dipartimento di prevenzione della Ats Assl Cagliari - Tra qualche giorno l'Ats farà il punto della situazione nell'isola incrociando i dati con l'ufficio scolastico regionale».

Troppa burocrazia. C’è poco da essere soddisfatti, dice Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori: «Siamo al teatro dell'assurdo, la Assl di Cagliari decide di incrociare i dati sui vaccini con gli istituti scolastici dopo, e non prima, la scadenza del termine per la presentazione del certificato.
Le famiglie si sono viste rifiutare l'ingresso dei figli a scuola e sono esposte alle pesanti sanzioni previste dalla legge: vittime unicamente della burocrazia e della disorganizzazione. Qualcuno – conclude Cossa – dovrà rispondere di questa vergogna nazionale». (si. sa.)

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