il progetto della fabbrica 

La Rwm non lascia ma raddoppia: vuole un’area per testare le bombe

IGLESIAS. L’isola punta a ridurre le servitù militari, se non a eliminarle del tutto. La Regione è riuscita a strappare alla Difesa un passo indietro, per quanto timido, da alcune spiagge e una...

IGLESIAS. L’isola punta a ridurre le servitù militari, se non a eliminarle del tutto. La Regione è riuscita a strappare alla Difesa un passo indietro, per quanto timido, da alcune spiagge e una riduzione del periodo delle esercitazioni, la commissione Scanu sull’uranio impoverito ha partorito una coraggiosa legge sulle trasparenze nei poligoni militari. Eppure nell’isola che vorrebbe vivere di pace c’è ancora chi guarda con favore all’economia di guerra. La notizia della richiesta di ampliamento della Rwm di Domusnovas non è una novità. Ma ora si scopre che la multinazionale tedesca vorrebbe realizzare al suo interno anche un’area da destinare alle prove degli ordigni. Insomma, un poligono di tiro tra i comuni di Domusnovas e Iglesias. I documenti, pubblicati da Youtg.net, rivelano come la Rwm abbia presentato alla Regione una richiesta per costruire un campo prove. Una sorta di fortino circondato da terrapieni di cemento e terra alti 4 metri, con al suo interno appunto un’area riservata alla sperimentazione degli esplosivi destinati al commercio. Non è un mistero, infatti, che le bombe della Rwm vengano vendute anche all’Arabia Saudita, impegnata nella sanguinosissima guerra nello Yemen. All’esterno del fortino i piani prevedono la costruzione di un edificio per ospitare i lavoratori della fabbrica durante le esplosioni.

«Per soddisfare le esigenze si prevede di inglobare all'interno dell'area dello stabilimento una zona di proprietà della Rmw Italia Spa, sul lato nord – si legge nei documenti rivelati da Youtg.net –, attualmente esterna alla porzione recintata ed utilizzata direttamente per le attività dell’opificio». E poi «il reparto R140, destinato ad area per prove di scoppio, è costituito da uno spazio piano circondato da robusti terrapieni dell’altezza minima di 4 metri. Il piano d’appoggio per i campioni di esplosivo destinati alle prove di scoppio sarà costituito da un letto in sabbia fine che avrà spessore di 1,5 metri. Tutta la zona terrapienata verrà recintata con rete metallica alta 2,5 metri con un unico cancello di accesso». Insomma, un vero e proprio poligono di tiro su cui la Regione dovrebbe dare la valutazione di impatto ambientale.

La richiesta di ampliamento della fabbrica, nelle scorse settimane, ha visto contrapposti i due Comuni interessati. Da una parte Iglesias, con il sindaco Emilio Gariazzo, che ha più volte espresso perplessità sul tipo di produzione dello stabilimento e un anno fa aveva anche partecipato alla giornata di sensibilizzazione sul disarmo per dire no alla produzione di bombe e per reclamare la riconversione della azienda. Dall’altra, Domusnovas, che, invece, alla fabbrica e soprattutto ai cento posti di lavoro non vuole rinunciare. Tanto che il sindaco Massimiliano Ventura, pronto a dare tutte le autorizzazioni alla Rwm, ha anche proposto al collega di Iglesias uno scambio di terreni pur di vedere soddisfatte le richieste
della multinazionale. Quel che è certo è che la Rwm non ha alcuna intenzione di acconsentire a una riconversione. Anzi, in caso di bocciatura dell’ampliamento, la società tedesca ha fatto sapere di non escludere la chiusura della fabbrica e il licenziamento dei lavoratori. (al.pi.)

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