Ampliamento della Rwm Il sindaco: tutelare il lavoro

Ma il primo cittadino di Iglesias: io preferirei un piano di riconversione 

DOMUSNOVAS. Una nuova area per sperimentare lo scoppio di esplosivi costituita da un poligono R140 e da un piccolo edificio per il riparo del personale durante lo sparo. Il progetto di ampliamento della Rwm, la fabbrica di bombe di Domusnovas, è all’esame degli uffici dell’assessorato regionale all’Ambiente per stabilire se deve essere sottoposto alla valutazione di impatto ambientale. Il progetto, stando ai documenti presentati dall’azienda alla Regione e pubblicati nel sito Sardegnambiente, non comporterà particolari ricadute occupazionali. Si stima che durante la fase di realizzazione il cantiere impegnerà dai 10 ai 20 operatori. Durante la fase di esercizio del campo saranno impegnati i lavoratori già presenti nello stabilimento (oltre 200 con gli interinali) perché le prove di scoppio saranno discontinue e limitate nel tempo. L’area di ampliamento ricade nel territorio comunale di Iglesias. «Non c'è nulla di nuovo in tutto questo – ha detto il sindaco, Emilio Gariazzo – già sapevamo che si trattava di prove di scoppio, la fabbrica ha le autorizzazioni ministeriali e le procedure riguardano aspetti tecnici, degli uffici, non politici, noi non possiamo opporci anche se posso dire di essere favorevole ad un progetto di riconversione». Una posizione più marcata quella del primo cittadino di Domusnovas, Massimiliano Ventura: «Se il progetto è nella norma per me la fabbrica può andare avanti, la cosa importante sono i posti di lavoro da tutelare. Se la fabbrica non fosse a Domusnovas, ha spiegato, sarebbe sicuramente in altro posto e fabbricherebbe bombe comunque. Sono contro la guerra, non sono contro la riconversione, ma al momento in questo territorio se mancano i posti di lavoro, manca tutto. Se chiude la fabbrica si andrebbe ad alimentare il serbatoio dei servizi sociali». La chiusura dello stabilimento era già stata paventata qualche mese fa quando l’amministratore della Rwm, Fabio Sgarzi, aveva dichiarato alla stampa che, nel caso non ci fosse stata la possibilità di riconvertire la fabbrica, l’alternativa sarebbe stata la chiusura. L’aspetto economico sembra essere quello prioritario per gran parte della popolazione locale e degli amministratori dei due comuni davanti all’industria che realizza bombe destinate ai paesi in guerra. Se la Regione deciderà di avviare il procedimento per la valutazione di impatto ambientale, il “Comitato di riconversione Rwm”, nato quasi un anno fa ad Iglesias da diverse associazioni, è pronto per presentare delle osservazioni in particolare su aspetti relativi alla salute dell’ambiente
e delle persone. «Se la fabbrica produce anche bombe ad alta penetrazione, è giusto vederci chiaro», ha detto Arnaldo Scarpa, portavoce del comitato, aggiungendo che su un piano di riconversione della fabbrica di Domusnovas sono a lavoro dei docenti dell’università di Cagliari.

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