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Vaccini, sos della Garante infanzia

Dopo i 50 esclusi da scuola: «La burocrazia non ostacoli il diritto all’istruzione»

SASSARI. La sorpresa maggiore l’hanno avuta le mamme che la partita vaccini l’avevano chiusa da tempo. O almeno così credevano quando all’inizio dell’anno scolastico hanno consegnato i libretti della Assl con l’elenco delle vaccinazioni fatte. Invece l’altro ieri, quando sono arrivate alla scuola materna con i loro bambini, si sono sentite dire che i piccoli non potevano essere ammessi in classe perché mancava il via libera da parte dell’azienda sanitaria, il timbro sull’apposito certificato: senza quello i dirigenti scolastici non hanno consentito l’ingresso nonostante le vivaci proteste. Un problema che ha riguardato una cinquantina di bambini e si è verificato soltanto nel Sud Sardegna. Nessun disagio particolare è stato segnalato dagli altri uffici scolastici provinciali, dove invece la scadenza dei termini stabilita sulla base della legge sui vaccini non ha provocato alcun problema. Dice Anna Maria Massenti, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Sassari: «Non sono state segnalati disagi dalle scuole del territorio, quasi certamente perché le famiglie erano da tempo a conoscenza della scadenza e non si sono fatte trovare impreparate». Nel Cagliaritano invece qualcosa è andato storto, nonostante il pressing da parte dell’Ufficio scolastico provinciale diretto da Luca Cancelliere, che il 19 gennaio aveva emanato una circolare rivolta a tutte le Assl nella quale si chiedeva di accelerare i tempi per il rilascio delle certificazioni. Alcune famiglie, preoccupate per la lunga fila, hanno rinunciato nella convinzione che fosse sufficiente esibire le fotocopie del libretto delle vaccinazioni. Che non dappertutto è stato considerato sufficiente. La situazione si è però risolta in poche ore e già ieri numerosi bambini sono stati riammessi in classe.

La garante per l’infanzia e l’adolescenza Grazia Maria De Matteis si è detta preoccupata per la situazione che si è verificata nel Sud Sardegna. «Fermo restando la valutazione positiva sulla importante funzione che i vaccini hanno per la tutela della salute pubblica, le difficoltà di comunicazione o ingiustificate lungaggini burocratiche – dice De Matteis – non devono ostacolare il diritto alla istruzione ovvero il diritto dei più piccoli a fruire dei servizi sociali relativi alla cura dell’infanzia».

Intanto, in attesa dei dati definitivi, nell’isola la percentuale di bambini nelle fascia 0-6 non vaccinati è bassissima,
inferiore al 3% del totale. L’Ats ha comunicato che a breve saranno disponibili i dati complessivi sulla copertura vaccinale perché entro il mese di aprile tutte le aree di Ats Sardegna saranno a regime con l’anagrafe informatizzata, progetto di cui è capofila la Assl di Sassari.

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