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Giave, la sindaca rilancia la zona franca

Nuovo tentativo a due mesi dal primo. Approvata una delibera: «Sanzioni per chi non aderisce»

GIAVE. Maria Antonietta Uras non si è arresa e continua la sua battaglia per istituire la zona franca a Giave, un piccolo comune del Meilogu che era già stato investito durante i primi giorni dell’anno dal ciclone scatenato dalla sindaca. Maria Antonietta Uras, imprenditrice nel settore del marmo, si era fatta fotografare mentre con una mano stringeva la delibera che, secondo lei, istitutiva la zona franca e con l’altra brandiva l’erogatore dell’unico distributore di benzina del territorio comunale. Perché da quel momento in poi la benzina si sarebbe dovuta vendere senza Iva e accise. Poi non se ne era fatto nulla e nei giorni successivi erano arrivate le stroncature dall’Agenzia delle entrate “non sono possibili operazioni escluse dal campo di applicazione dell’Iva” e della Regione “I Comuni non possono fare queste cose, si tratta di reati fiscali”. Repliche durissime che non hanno scoraggiato la prima cittadina e la maggioranza che sostiene la sua giunta che, infatti, hanno approvato, con sette voti a favore e due contrari, un’altra delibera che supporta l’istituzione della zona franca al consumo. Il provvedimento varato dal consiglio impegna la sindaca a interfacciarsi con la Regione per il riconoscimento della zona franca extra-doganale nel suo territorio ma anche per l'estensione a tutto il territorio regionale, inviando una comunicazione al governo che avrà poi il compito di informare l’Unione europea. La delibera ha una scadenza fissata in trenta giorni, entro i quali la Regione sarà pressata per ultimare l’iter. Ovviamente le reazioni degli attivisti che sostengono questo tipo di regime fiscale non si sono fatte attendere: «Giave è finalmente zona franca», ha tuonato il Movimento Sardegna Zona Franca che ha inviato un gruppo di rappresentanti a seguire la seduta consiliare. E subito dopo sono arrivati i commenti: «Da ora nel Comune di Giave è in vigore la zona franca e tutte le attività che non applicheranno la delibera approvata potranno essere sanzionate», hanno dichiarato dopo il voto. I provvedimenti, a dire il vero, erano stati annunciati anche ai gestori della pompa di benzina di Campu Giavesu, sulla 131 ma non sono mai arrivati. In compenso si erano fermati, a suo tempo, diversi automobilisti accecati dal clamore mediatico. Giusto il tempo del rifornimento, però, ovviamente a prezzo pieno. (c.z.)