Pinna, il neuropsichiatra: «Vizio parziale di mente»

Processo per l’evasione da Quartucciu, la perizia disposta dal gup di Cagliari

CAGLIARI. Quando scavalcò il muro di cinta del carcere minorile di Quartucciu, nella canicola pomeridiana del 9 agosto 2017, Paolo Pinna non era totalmente in sè.

Parzialmente incapace di intendere e di volere. È stata questa la diagnosi medico legale, che avrà una prognosi processuale, formulata ieri mattina dal neuropsichiatra forense incaricato dal gup di valutare le condizioni psichiche del ventenne di Nule al momento in cui fuggì dal carcere dove sta scontando una condanna a vent’anni di reclusione per l’omicidio di Gianluca Monni, 19 anni, di Orune; e di Stefano Masala, 28 anni, di Nule.

Nell’aula del tribunale di Cagliari dove si sta celebrando il rito abbreviato per l’evasione del giovane imputato, il neuropsichiatra ha solo comino a illustrare la sua relazione al giudice dell’udienza preliminare Giampaolo Casula, al pubblico ministero e all’avvocato difensore Angelo Merlini. La perizia psichiatrica era la condizione posta dalla difesa per accedere al rito alternativo, ed è quindi importante in questo processo, ma potrebbe avere effetti anche sul processo per il duplice omicidio per il quale Paolo Pinna è stato condannato sia in primo grado sia in appello. Ora si attende la Cassazione e l’avvocato Angelo Merlini, che si era visto respingere analoga istanza di perizia psichiatrica dai giudici della corte d’appello, potrebbe riproporre la richiesta al collegio della Suprema Corte che sarà chiamato a decidere se accogliere o meno il ricorso della difesa contro la condanna per il duplice omicidio.

Ciò che accadrà in Cassazione dipende indirettamente da come sarà valutata la perizia psichiatrica appena depositata al processo per l’evasione da Quartucciu. Ieri il neuropsichiatra Milia ha solo cominciato a relazionare sul suo lavoro e tuttavia, secondo la difesa del giovane imputato, ciò che lo specialista ha affermato potrebbe pesare sul processo per i delitti di Nule e Orune.

Il perito infatti non ha circoscritto la parziale incapacità di intendere e di volere di Paolo Pinna al pomeriggio della evasione o a circostanze che ne minorarono la percezione della realtà. A parere del neurologo forense, le cause della parziale incapacità del ventenne di Nule di distinguere il bene dal male sono da ricercare in problemi datati nel tempo. Ieri nell’aula del tribunale si è parlato di una personalità borderline, di un giovane affetto da narcisismo e sono stati delineati altri tratti della psiche di Pinna che sono alla base del suo comportamento.

Quanto e come questa condizione neuropsichiatrica inciderà sulle decisioni del giudice si saprà solo dopo il 7 giugno, giorno fissato per completare l’esame del neurologo.

Dopo essere scappato dal carcere minorile di Quartucciu, scavalcando il muro di recinzione grazie a una scala di cui si era impossessato mentre lavorava, Pinn si allontanò nelle campagne e venne arrestato qualche
ora dopo davanti alla chiesa di Maracalagonis. Stando a quanto riscontrato dal perito, la parziale incapacità dell'imputato potrebbe essere stata anche già presente e avrebbe spinto il giovane ad un istinto irrefrenabile di fuggire appena ne ha l'occasione.

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