Ecco la scuola del futuro tra laboratori e tecnologia

Inaugurata la due giorni di Iscol@ design: 50 aziende e centinaia di progetti Pigliaru: è iniziata una rivoluzione. Dessena annuncia un bando da 30 milioni

CAGLIARI. I mattoncini Lego che si animano a contatto con l’Iphone, la microserra tecnologica che tiene sotto controllo irrigazione e umidità, i laboratori linguistici interattivi ed Eduino, un piccolo robot molto squadrato nelle forme ma capace di superare gli ostacoli. È la scuola del futuro, dove – parole dell’educatrice Maria Montessori – «il lavoro dei bambini non produce oggetti, ma crea umanità... non produce una razza, non una casta e neanche un gruppo sociale, ma la stessa intera umanità». È uno dei messaggi di benvenuto della due giorni Iscol@ design, si concluderà oggi, organizzata dalla Regione per dimostrare con i fatti l’ultima frontiera della didattica. Cinquemila metri quadri, cinquanta aziende, prototipi dovunque, centinaia e centinaia di visitatori, soprattutto alunni entusiasti delle scuole elementari: sono questi i primi numeri del braccio operativo del piano straordinario, Iscol@ appunto, lanciato e finanziato perché la Sardegna sia un laboratorio all’avanguardia delle scuole del terzo millennio. Che saranno costruite un po’ dappertutto in Sardegna: dalla frazione di Ottava a Tortolì, da Mogoro a Nuoro, a Masullas, Cagliari e Arzachena. Con le nuove aule che saranno zeppe di arredi innovativi, attrezzature e soluzioni tecnologiche per gli spazi interni. «Siamo di fronte a una rivoluzione – ha detto il governatore Francesco Pigliaru – Non abbiamo più bisogno di una scuola chiusa, con aule rigide ma di banchi che possono cambiare forma e in cui la tecnologia è fondamentale». Oggi l’assessore alla cultura Giuseppe Dessena presenterà il bando regionale da 30 milioni di euro che permetterà alle 400 scuole sarde di adeguarsi al nuovo mondo. «Noi abbiamo messo l’istruzione al primo posto del nostro programma di governo – ha sottolineato Pigliaru – e abbiamo rispettato i tempi». A cominciare dai 350 milioni con cui le scuole sono state messe in sicurezza, avevano bisogno di una profonda manutenzione, e costruite le prime 24 di ultima generazione. «Abbiamo così cominciato a combattere la dispersione scolastica – ha aggiunto l’assessore – e i risultati sono arrivati: dal 23,5 per cento del 2014 siamo scesi al 18,1 del 2016. Ora vogliamo dare un’altra spallata a questo primato negativo, con la scuola sempre più a tempo pieno in cui oltre al bello e al sicuro degli edifici, è proprio la didattica a cambiare». Per il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau «è questa la strategia che dobbiamo seguire per restituire competitività alla Sardegna, passando attraverso la migliore istruzione possibile per le nuove generazioni». Ed è questo quello che vogliono anche i sindaci, ha detto Emiliano Deiana, presidente Anci: «I nostri Comuni, soprattutto quelli più piccoli, devono essere luoghi in cui le famiglie ritornano ad abitare che la qualità della vita è alta e ci sono anche servizi di qualità». È lo stesso obiettivo anche degli studenti, ha rilanciato Laura Brughitta della Consulta: «Se giustamente ci chiedete di essere protagonisti del cambiamento e noi vogliamo esserlo, è indispensabile che sino a messi a disposizione gli strumenti per realizzarlo». Per il direttore dell’Ufficio scolastico Francesco Feliziani, «la Regione ha mantenuto gli impegni e oggi la Sardegna è un modello anche per il ministero». Poi è stato l’assessore Dessena ad annunciare: «A fine mese cominceranno le riunioni per preparare la legge regionale a favore e a sostegno
dell’istruzione. Manca da troppo tempo, puntiamo ad approvarla prima della fine della legislatura e sarà un altro passo decisivo verso le scuole del terzo millennio». Pigliaru ha auspicato un confronto a tutto campo «se vogliamo garantire un futuro ai nostri giovani». (u.a.)

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