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Abbanoa presenta la nuova rete, appalti per 358 milioni di euro

La società presenta i suoi piani: 230 Comuni avranno un sistema ipertecnologico. Il direttore Murtas: «Siamo la seconda regione per numero di investimenti»

CAGLIARI. Oliena ripetuta 230 volte. Diminuzione delle perdite e risparmio dell'acqua passeranno attraverso la moltiplicazione del modello già adottato in Barbagia e finito pure sulla stampa britannica. Verifica della rete, analisi dei flussi d’acqua, installazione di valvole regolatrici di pressione nei punti strategici, riparazioni e sostituzione di interi tratti di condotte. Il sistema ipertecnologico di Oliena sarà esteso in 230 comuni. In fase di aggiudicazione procedure di gara per i primi 30 previsti per il 2018. Poi toccherà anche agli altri. I servizi tecnici – che si collegano agli interventi di efficientamento previsti nei due maxi appalti da 180 milioni di euro - saranno avviati da maggio (11,5 milioni). Le strategie di Abbanoa per i prossimi anni non possono che passare per la difesa e la valorizzazione di ogni goccia che passa per la sua rete di tubature. Nel 2014 - questi i dati emersi ieri - il gestore potabilizzava e immetteva in rete 242 milioni di metri cubi d’acqua, nel 2017 ne ha potabilizzati 230: 12 milioni di metri cubi di acqua, l’equivalente di ben 8 miliardi di bottiglie da un litro e mezzo, in meno immessi in rete, pur in presenza di consumi in aumento, e avendo soddisfatto una richiesta che, soprattutto d’estate, cresce al ritmo del 20% all’anno.

E non solo. Come annunciato dai vertici a Cagliari si seguirà non solo la strada del monitoraggio e del controllo. Ma anche quella della ricerca e della sperimentazione. Abbanoa ha svelato ieri i suoi piani per presente e futuro nell'anticipo delle tre giornate del Villaggio dell'acqua, in programma sino al 24 marzo alla Mediateca del Mediterraneo a Cagliari. Una presentazione davanti a operatori economici, banche e amministratori per fare il punto su quanto realizzato rispetto al Piano degli investimenti 2017, con un focus sulla programmazione dei prossimi mesi. Tra i partecipanti anche il direttore del Dipe, Gabriele Pasquini e l'esperto di Project Financing del Dipe, Pasquale Marasco. Presenti anche, in rappresentanza del Comune di Cagliari l’assessore Francesca Ghirra, e l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Edoardo Balzarini.

Numeri e primati. Il dato è emerso in apertura di lavori. La Sardegna, secondo i dati del laboratorio Ref ricerche, nel 2017 si è qualificata come la seconda regione in Italia per importo di investimenti pro capite con 62 euro ad abitante. «Davanti solo la Toscana – ha detto il direttore di Abbanoa Sandro Murtas – dove la tariffa è superiore di due volte quella sarda. Nelle altre regioni si registrano 42 euro pro capite al Centro Italia, 39 euro pro capite al Nord, 11 euro pro-capite al sud».

Le cifre. Quasi 180 milioni in campo subito per rendere più efficiente la rete a partire dal 2018 e per i prossimi tre anni. Più 11,5 milioni per servizi tecnici. E ancora 8,5 milioni per 11 lotti per i servizio di ingegneria. Nel 2018 il valore degli appalti avviati supererà i 358 milioni di euro con ben 225 procedure già calendarizzate. 84 gare riguarderanno appalti per lavori con un importo complessivo di oltre 81 milioni di euro, 50 interesseranno servizi d’ingegneria e architettura per un totale di oltre 18 milioni di euro, 91 saranno invece su forniture, servizi e appalti misti tra cui cottimo (interventi di manutenzioni ordinarie e straordinarie) e conduzione degli impianti per un valore complessivo di quasi 259 milioni di euro. Tra gli investimenti nel settore fognario e della depurazione il più rilevante, con oltre 14,5 milioni di euro, riguarderà lo schema fognario e depurativo di Valledoria, Viddalba, Santa Maria Coghinas e Badesi. Per quanto riguarda gli acquedotti i principali investimenti interesseranno l’acquedotto dell’Oristanese e quello di Bosa: 4,6 milioni di euro ciascuno. Invece, sul fronte della potabilizzazione il maggiore investimento riguarderà Tempio e l’Alta Gallura con oltre 6 milioni di euro. «Il nostro principio – ha detto Murtas – è quello di continuare a investire comunque e sempre in ogni parte della Sardegna. A Baradili, con pochissimi residenti, abbiamo un investimento di 85 euro all'anno per abitante».