Coldiretti difende l’olio: «Tuteliamo la qualità»

Concorso “Ozzu sardu”, l’associazione propone sanzioni pesanti contro le frodi Cualbu: «Con le agrimafie non bastano le multe, si chiudano gli stabilimenti»

SASSARI. «La biodiversità, la diversa qualità del l’olio di Sardegna deve essere un valore aggiunto, un grande patrimonio produttivo della nostra isola che va difeso. Magari con l’applicazione della “legge Caselli” che punisce le frodi alimentari. Ma non con una multa da duemila euro, bensì con la chiusura degli stabilimenti». Così Battista Cualbu, presidente della Coldiretti, nel suo intervento alla cerimonia di premiazione del terzo concorso “Ozzu Sardu”che si è tenuta ieri mattina nella sala congressi di Promocamera di Sassari. Un intervento accorato in difesa di tutte le produzioni isolane, con particolare attenzione per l’olio di oliva.

«Riusciamo a coprire solo il 30 per cento del fabbisogno isolano – ha sottolineato Cualbu –, il resto dobbiamo importarlo. Questa è stata un’annata eccezionale, almeno dal punto di vista qualitativo grazie alle temperature elevate che hanno limitato la riproduzione della mosca olearia. E noi dobbiamo puntare su questa qualità anche per arginare il fenomeno delle frodi, delle agromafie, che colpiscono sia gli agricoltori, sia i consumatori. Dopo una lunga lotta abbiano ottenuto una nuova regolamentazione per le etichettature almeno su alcuni prodotti – ha aggiunto Cualbu – e questo ci può consentire di evidenziare la provenienza del prodotto sardo. Un prodotto ricercato e apprezzato che ci dice che la nostra agricoltura non solo non è morta, ma che può essere una fetta importante del futuro della nostra economia, un argine alla fuga dei nostri ragazzi dall’isola». Cualbu ha voluto ricordare anche l’esperienza di un gruppo di ragazzi extracomunitari, ai quali sono stati affidati alcuni oliveti in stato di abbandono. Ragazzi che hanno fatto «un ottimo lavoro tanto che i proprietari non hanno voluto il frutto della mezzadria, ma lo hanno lasciato a chi aveva ripulito i loro poderi»

Un appello condiviso dal direttore regionale di Coldiretti Luca Saba che ha comunque evidenziato le difficoltà, soprattutto di natura burocratica, che incontrano le aziende agrozootecniche.

«Il mondo dell’impresa si muove a una certa velocità – ha detto – la politica molto più lentamente. Ecco, chiediamo una burocrazia più snella, più veloce per rispondere alle esigenze di mercato. I candidati alle elezioni politiche si erano impegnati con noi. Fra 100 giorni vedremo cosa hanno fatto».

Negli interventi dei vertici di Coldiretti, ieri, non è mancata una punta di orgoglio per i risultati raggiunti nella produzione degli olii di qualità e della ventata di entusiasmo che ha investito il comparto. E al concorso Ozzu Sardo si sono presentati 115 hobbisti e 51 aziende che hanno proposto i loro prodotti per un’analisi chimico-fisica ma anche a una giuria di “sommelier”.

E se è indubbio che la qualità dell’olio di quest’anno sia eccellente, il capo panel degli assaggiatori Giuseppe Izza ha sottolineato che proprio il gran caldo che ha limitato la mosca olearia, è altrettanto vero che le alte temperature hanno impedito che si sviluppassero molte di quelle caratteristiche organolettiche che danno i sapori ai differenti all’olio extravergine di oliva. L’incontro si è quindi concluso con la premiazione del terzo concorso Ozzu Sardu che ha visto primeggiare l’oleficio di Paolo Demuru, di Ilbono, che si è accaparrato ben quattro premi.

Nell’albo d’oro sono poi stati inseriti i nomi di Franco Ledda (Barisardo); Giuseppe Brotzu (Sennori), Accademia Olearia di Giuseppe Fois (Alghero), Giuseppe Nieddu (Bolotana); Pianura del Maestrale di Rosalba Murtas di Paulilatino;
Giovanni Nieddu di Bolotana; gli hobbisti di Mores (Aldo Spiga), Orgosolo (Giuseppe Podda) e Ozieri (Gavino Spanu), Ittiri (Giuseppe Cossu), Benetutti (Mauro Cannas) e Ittiri (Marcella Chessa), Usini (Antonio Fiori), Tertenia (Crescenzo Anzaloni) e Sassari (Vincenzo Muresu).



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