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Allerta meningite a Cagliari, file negli ambulatori: profilassi per 600

Gravi ma stabili le condizioni del 19enne di Gesico. Chiude nel week-end la discoteca frequentata da alcuni contagiati

CAGLIARI. Restano gravi ma stabili le condizioni del 19enne di Gesico, nel Cagliaritano, ricoverato nel reparto di rianimazione del policlinico di Monserrato con febbre e dolori da meningite di tipo B, la stessa che ha causato la morte qualche giorno fa del 20enne cagliaritano Giovanni Mandas. E anche ieri negli ambulatori delle zone interessate si sono formate file di centinaia di persone, soprattutto ragazzi, che si sono sottoposti a vaccinazione o a profilassi antibiotica. Ieri i centri medici hanno fatto gli straordinari sino al tardo pomeriggio. Sono già 600 le persone trattate dopo la morte di Mandas e il nuovo caso di Gesico. E la discoteca cagliaritana Cocò, frequentata da alcuni contagiati, ha chiuso l’attività per questo fine settimana.

L'Asl di Cagliari per fronteggiare l'affluenza ha aperto cinque ambulatori. «Abbiamo preparato una rete di protezione per il fine settimana, poi vedremo da lunedì di avviare altre iniziative – dice Luigi Minerba, direttore area socio sanitaria –, mandando disposizioni alle guardie mediche e allertando i pronto soccorso per gestire un eventuale eccesso di richieste di consulenze e prestazioni». Giorgio Steri, responsabile igiene e sanità pubblica dell’Asl di Cagliari, afferma che «la situazione è sotto controllo. Abbiamo profilassato tutti i contatti stretti e dopo il secondo caso anche quelli occasionali». Steri spiega che «a favorire la trasmissione del batterio contribuiscono le temperature sotto la media stagionale e la conseguente concomitanza delle malattie respiratorie, insieme alla coda dell’influenza, che indeboliscono l’organismo. E poi lo stress psicofisico determinato da deprivazione del sonno nei ragazzi che frequentano i locali, o il sovraffollamento. Così i rischi possono aumentare».

Ma il contagio, che avviene per via aerea tramite le goccioline di saliva, non è affatto facile come si crede: «Le norme ministeriali parlano di rischio per una persona che viaggi in aereo per 8 ore con a fianco un portatore» dice Steri, che parla di “focolaio”, termine utilizzato quando ci sono due casi nella stessa zona e nello stesso arco temporale, ma non certo di epidemia. «Il numero di casi è quello atteso a livello nazionale – afferma –, l’unica stranezza è la coincidenza in una ristretta zona di cinque casi». Si cerca un portatore sano? «Inutile farlo. Statisticamente si calcola una percentuale dal 3 al 5% di portatori sani nella popolazione in periodi di calma, che possono salire a 30%. Insomma, in una discoteca molto frequentata possono esserci 300 portatori. L’unica strada è la profilassi, speriamo di aver già bloccato il fenomeno anche se non si esclude qualche altro caso». Dal primo stadio della meningite si guarisce con relativa facilità, quasi sempre senza ereditare conseguenze. Il problema vero è quando il batterio supera la barriera ed entra nella circolazione sanguigna attaccando gli organi: l’esito può essere letale.